Ha da passà 'a nuttata

I "Milionari" del Teatro di San Carlo di Napoli
mercoledì, 30 novembre 2005

Adriano Sofri presenta Fidelio

IL MATTINO 30/11/2005

Poliziotti alle porte, Digos fuori e dentro il San Carlo. Chi c’è, Ciampi? No, solo un video in cui Adriano Sofri parla di «Fidelio», l’opera che domenica inaugura la stagione lirica. E il foyer è pieno. Tra qualche ex esponente di Lotta continua e gli esponenti napoletani del Comitato Pro-Sofri, tanti melomani, intellettuali, ma anche giovani studenti del corso di «All’Opera, all’Opera» dedicato a Beethoven e tenuto ieri da Massimo Lojacono. In sala l’attenzione è palese. Non è ancora arrivata la notizia che il Guardasigilli annuncerà più tardi, il suo proposito di riesaminare il caso del detenuto più famoso d’Italia ricoverato in ospedale a Pisa per un intervento all’esofago. E la conversazione tra Sofri e il sovrintendente Lanza Tomasi assume agli occhi della platea un significato che va oltre la semplice cronaca di un’opera lirica che parla di un uomo detenuto ingiustamente e della lotta della sua donna per salvarlo. Perché quel detenuto che parla ora è in un letto d’ospedale. È lo stesso Sofri a sdrammatizzare con una battuta: «In una messa in carcere, oggi, si canta spesso - racconta nel video - Al momento dell’“Osanna” c’era un detenuto partenopeo che cantava con tutta la passione “Rosanna, Rosanna nell’alto dei cieli”: sua moglie si chiamava Rosanna». Allora una risata, allegra, scuote la sala. E alla fine, l’applauso è lungo e sentito. «Mi sono sentito un po’ in imbarazzo», confessa Lanza Tomasi che ha registato l’incontro con Sofri alla Normale di Pisa lo scorso 17 novembre. «Stava bene - ricorda - nulla faceva presagire quello che è accaduto. Anzi, anche fuori onda ha scherzato, parlato a ruota libera. Grazie a lui, credo che questa nostra iniziativa abbia colto nel segno: far capire che l’opera lirica non è un mondo finito, ma attualissimo... c’è ancora il carcere, certe atmosfere sono oggi vissute da tanti... in fondo dai tempi di Beethoven non è cambiato molto». Lo stesso Toni Servillo, regista del «Fidelio», «è ancora più emozionato» dal fatto che la sua opera sia stata presentata da Sofri. Un’iniziativa che, visto il successo, sarà ripresa in sede di presentazione anche delle altre opere in cartellone, a partire da «Attila» che dovrebbe essere illustrata da Daria Bignardi che su La7 conduce «Le invasioni barbariche». Per Mozart e «Don Giovanni» si pensa a Tinto Brass e Lory del Santo.


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Intervento agli Stati Generali della Cultura - Roma 29/11/05

 

 
Caterina Borruso a nome delle coriste del Teatro Regio di Torino in sciopero della fame ha letto il seguente documento sottoscritto anche da Gloria Mazza,Domenico Pacifico e Gianvito Ribba presenti alla manifestazione di Roma in rappresentanza della Rsu aziendale del Teatro di San Carlo
 
I lavoratori dello spettacolo di tutt'Italia si stanno mobilitando! A partire da C. Fantoni, corista del maggio fiorentino, che per primo ha dato voce alla preoccupazione che serpeggiava nel settore, annunciando lo sciopero della fame come forma estrema di protesta contro i tagli al FUS, si è messa in moto una vera e propria valanga che è andata sempre piu crescendo.
I paventati tagli hanno infatti innescato una scintilla che ha finalmente sollevato le teste dagli spartiti per affermare il nostro diritto all'esistenza, ma anche e soprattutto per difendere il diritto dell'intera cittadinanza alla cultura.
Tramite lo sciopero della fame contro ogni tipo di attacco ai danni del teatro e dei suoi lavoratori, abbiamo ottenuto vastissima visibilità mediatica ed il consenso e l'appoggio di rilevanti personalità quali il Presidente Ciampi, l'on. Bertinotti, il Ministro Buttiglione, il Procuratore Caselli, il Cardinal Poletto, Corrado Augias, Maurizio Costanzo, e molte altre.
Contemporaneamente in molte città abbiamo intrapreso iniziative finalizzate alla sensibilizzazione ed al coinvolgimento del pubblico: spettacoli congiunti gratuiti, giornate di musica no stop, volantinaggio informativo e visite al teatro per colmare il distacco emotivo tra platea e palcoscenico.
In questo modo abbiamo chiesto solidarietà tramite raccolta di firme. Il numero complessivo che si sta raggiungendo dimostra che il pubblico appoggia e sempre appoggerà i lavoratori nelle lotte e proteste contro chi vede loro come una causa di sperpero e ne vuole abbassare il livello occupazionale ed artistico.
Anche gli incredibili ed interminabili applausi ricevuti in occasione del Requiem eseguito simultaneamente agli altri teatri dimostravano che non siamo soli, e che la cosiddetta musica colta non è un prodotto solo di nicchia come si vuol far credere.
Qualità non è sinonimo di elitarismo.
Noi crediamo che non si possano applicare ad un teatro le leggi di mercato che regolano una qualsiasi azienda, il prodotto di un teatro è l'arte e ciò significherebbe svilirne il prodotto.
Si parla spesso della produttività dei teatri. La produzione artistica però non può essere quantificata con le ore di lavoro, ma con il risultato ottenuto. Il livello qualitativo dell'esecuzione è il nostro prodotto e la qualità di un organico artistico può essere data unicamente dall'affiatamento. Siamo inoltre concordi nell'intento di lottare contro una ulteriore precarizzazione del nostro lavoro, larghissima parte del quale è già troppo rappresentata da contratti professionali ed a termine. Se vengono a mancare certi presupposti, la produzione diventa subito scadente, quindi perdente.
Un teatro non è un mero contenitore di spettacoli ma una fonte di risorse che, se ben valorizzata, può anche servire da volano per il rilancio dell'economia del paese.
Si tratta di volerlo.
Citando Federico Garcia Lorca:
Un popolo che non sostiene il suo teatro o è morto o è moribondo.

Documento sottoscritto in seguito anche dalle RSU del Teatro Stabile di Torino, del Teatro S. Carlo di Napoli, del Teatro La Fenice di Venezia e del Teatro Goldoni di Venezia.


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I lavoratori del Teatro Comunale di Bologna

Lasciamo spazio alle significative immagini delle manifestazioni di lotta dei colleghi del Teatro Comunale di Bologna  intraprese a sostegno del fondamentale diritto dei cittadini alla cultura.

I nostri complimenti a Riccardo, ideatore della locandina per la raccolta delle firme

 


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categorie: manifestazioni
sabato, 26 novembre 2005

Speriamo che questo non sia il futuro dei Teatri!

IL FUTURO SECONDO BRUNETTA!

Ringraziamo Andrea da Trieste che ci ha inviato la foto


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categorie: manifestazioni

Venerdì 25 novembre...

Venerdì 25 novembre Teatro di San Carlo ore 20,30

Valentina Vitale (Rsu aziendale) legge a nome dei lavoratori del Teatro di San Carlo un comunicato  al pubblico presente:

Buonasera...Se siamo tutti qui questa sera è per qualcosa che ci unisce : l'amore per la musica.Le note del Requiem di Mozart che ascolterete tra pochi istanti rischiano però di essere il triste accompagnamento al funerale della cultura.I tagli al fondo unico per lo spettacolo lasciano ben poche speranze di sopravvivenza ai nostri teatri. Difendere il loro ruolo è difendere la nostra identità e le nostre radici più profonde.L'Italia,per storia e tradizione,ha nel teatro lirico una delle sue espressioni culturali più originali,universalmente riconosciuta ed apprezzata.La cultura rappresenta un bene e un diritto per tutti.Aiutateci a salvarla.La musica adesso si unisce simbolicamente a quella degli artisti che in tutti i teatri italiani stanno eseguendo i "Requiem" contro la morte dell'arte e della cultura.Grazie 

Il sindaco di Napoli,on. Rosa Russo Iervolino,ci ha fatto pervenire un messaggio di sostegno e solidarietà,scusandosi per non essere presente alla manifestazione .

Alla fine del concerto il corpo di ballo si è schierato in palcoscenico con le altre maestranze.La  serata è stata molto emozionante ma ha lasciato tutti pieni di amarezza.E' possibile assistere proprio in Italia al "funerale" della cultura! Il concerto ha avuto molto successo e per questo ringraziamo tanto i solisti,il Direttore d'orchestra Francesco Rosa e il maestro del coro Marco Ozbic che con la loro disponibilità hanno reso possibile la manifestazione.

Ascolta...


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giovedì, 24 novembre 2005

Requiem per la cultura...

Requiem per la cultura* 

 
*copiamo anche noi dal blog http://tantiaffetti.splinder.com/
I Requiem di venerdì sera , simultaneamente in tutta italia:
  • al Teatro del Maggio Fiorentino, al Massimo di Palermo, all’Accademia di S. Cecilia ( con la partecipazione dei lavoratori della Scala) e all’Opera di Roma, al Verdi di Trieste, alla Fenice di Venezia: Verdi.
  • al Comunale di Bologna: Brahms.
  • al San Carlo di Napoli, al Regio di Torino e all’Arena di Verona: Mozart.
  • Il Lirico di Cagliari e il Carlo Felice di Genova partecipano con altre iniziative di protesta .

 


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mercoledì, 23 novembre 2005

Manifestazione sindacale...

MANIFESTAZIONE DEL 25 NOVEMBRE ORE 20,30

          REQUIEM  K626 di W.A.Mozart

                Anna Skibinsky,soprano

                    Eufemia Tufano,mezzosoprano

                    Michael Spyres,tenore

                    Eike Wilm Schulte,basso

                    Francesco Rosa,direttore

                    Marco Ozbic,maestro del coro

     Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo 

                 INGRESSO LIBERO


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martedì, 22 novembre 2005

Si allunga la lista dei digiunanti...

Hanno cominciato lo  sciopero della fame le bellissime artiste del Coro del Teatro di San Carlo Giuseppina Acierno,Maria Fabbricatore,Silvana Nardiello,Clorinda Vardaci e Deborah Volpe.Quello che segue è l'elenco aggiornato delle adesioni...

Salvatore Accardo , violinista e direttore d’orchestra

Michele Campanella , pianista

Daniele Abbado , regista

Toni Servillo , regista

Lina Polito , attrice

Italo Nunziata , direttore artistico del Teatro Rendano di Cosenza

Alfonso Malaguti , consulente artistico del Teatro sociale di Trento

Davide Gilioli , organizzazione e produzione artistica Teatro comunale di Modena

I dipendenti della Fondazione “I Teatri” di Reggio Emilia

Stefano Valanzuolo , giornalista

Nichi Vendola , Governatore della Puglia

Filippo Bubbico , Presidente del consiglio regionale della Basilicata

Teresa Armato , assessore alla ricerca della Regione Campania

Rachele Furfaro , assessore alla cultura del Comune di Napoli

Andrea Cozzolino , assessore all’agricoltura e alle attività produttive della Regione Campania

Nicola Oddati , assessore alla mobilità del Comune di Napoli

Francesco Bianco , capogruppo di Forza Italia  al consiglio comunale di Napoli

Luciano Schifone , coordinatore di Alleanza Nazionale  della Regione Campania

Gioacchino Lanza Tomasi , sovrintendente del Teatro di San Carlo

Mariano Apicella , direttore generale del Teatro di San Carlo

Marco De Rosa , direttore del personale del Teatro di San Carlo

Alessandro Bonelli , segretario artistico del Teatro di San Carlo

Florence Forin , assistente alla direzione artistica

Bruno Imparato , direttore della programmazione del Teatro di San Carlo

Raffaella Tramontano , capo ufficio stampa Teatro di San Carlo

Emmanuela Spedaliere , direttore sponsoring Teatro di San Carlo

Luigi Ferrone (RSU) ,  primo ballerino Teatro di San Carlo

Ghia Tedeev (RSU) , massaggiatore al ballo Teatro di San Carlo

Artisti del Coro del Teatro di San Carlo :

Gianvito Ribba(RSU)

Nino Mennella

Michele Maddaloni(RSU)

Giuseppina Acierno

Margherita De Angelis

Deborah Volpe

Silvana Nardiello

Maria Fabbricatore

Clorinda Vardaci


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categorie: sciopero della fame

Nuove importanti adesioni!

Hanno aderito allo sciopero della fame Salvatore Accardo e il pianista Michele Campanella.

IL MATTINO                  22/11/2005

Si allunga la lista degli aderenti allo sciopero della fame contro i tagli al Fus. Ieri è stata la volta di Salvatore Accardo (che pochi giorni fa aveva ricevuto la medaglia d’oro della città) e del pianista Michele Campanella: «Non ci resta che digiunare», dice quest’ultimo: «Se ai nostri governanti sfugge che cosa sia la musica e quale la sua funzione sociale, non ci resta che cambiare l’Italia». «Sono appena tornato dall’Argentina - prosegue Campanella - dove ho scoperto che in tutto il Paese ci sono 250 orchestre giovanili che impegnano più di centottantamila ragazzi, in tanti sono recuperati dalle favelas. Se quel Paese è riuscito a tanto non posso che vergognarmi dei tagli e di quello che si fa da noi, pur con tutte le riserve che ho sulla conduzione dei teatri, che vanno riformati».


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categorie: sciopero della fame
lunedì, 21 novembre 2005

Bassolino,non solo solidarietà...

REGIONE CAMPANIA , PRESENTATA LA LEGGE SULLO SPETTACOLO - AL SAN CARLO 800MILA  EURO IN PIU'

IL MATTINO                                                                               20/11/2005

CARLA DI NAPOLI  Ruoli rovesciati ieri a Palazzo Santa Lucia. Niente palcoscenico per gli attori. Artisti come Angela Pagano, Renato Carpentieri, Toni Servillo, Marina Confalone e tanti altri, hanno preferito riunirsi nella platea della sala giunta per essere loro ad applaudire, emozionati. In sala ci sono proprio tutti, dal presidente regionale dell’Agis Luigi Grispello, a Pappi Corsicato, ai vertici dei teatri napoletani. I protagonisti del mondo dello spettacolo napoletano, ma anche della produzione, hanno salutato così, nella maniera a loro più familiare, la nuova legge regionale per lo spettacolo approvata dalla giunta e illustrata dal governatore Antonio Bassolino. Una normativa attesa esattamente da venti anni, che sostituisce la legge numero 48 del 1985, giudicata insoddisfacente. Una legge organica e che, sottolinea Bassolino «è importante perchè abbiamo uno patrimonio di straordinaria creatività, di talenti e competenze da sostenere e valorizzare, e per la prima volta vengono messe a punto le strategie di crescita e sviluppo per gli operatori dello spettacolo e dell’arte». Per cominciare, in controtendenza con i tagli del governo centrale, ci sono i fondi. Non interventi a pioggia ma fondi ordinari della Regione Campania, con uno stanziamento annuale di 20 milioni. Con tante possibilità in più che si aprono per la cultura in Campania, («la cultura è una nostra priorità», ha ricordato Bassolino, e «lo spettacolo è una parte della nostra identità»). Tanto per dirne una, il teatro San Carlo riceverà 5,8 milioni di euro e non più solo 5. Altro punto saliente è che il sostegno della Regione coinvolgerà tutte le realtà artistiche nel loro complesso (finora la parte del leone nei finanziamenti, ad esempio, la faceva il teatro di prosa e restava fuori in buona parte la danza). Saranno aiutate le realtà artistiche in via di sviluppo: è il caso delle bande, dei cori, degli spettacoli viaggianti, degli artisti di strada. E via libera alla sperimentazione perchè, dice Bassolino, «dobbiamo aprire la porta a nuove esperienze e alle nuove generazioni, perchè questa è la vita». Una svolta è la nascita delle residenze multidisciplinari, progetti triennali per «promuovere, produrre e ospitare le varie forme di spettacolo» in uno specifico territorio, con la collaborazione di imprese e Comuni. Ruolo di primo piano, quindi, alle grandi periferie. La legge - che, promette Bassolino, andrà subito in commissione cultura, per poi passare velocemente in Consiglio - istituisce un albo professionale, al quale gli artisti debbono iscriversi per accedere al sostegno economico. Previsto un Comitato regionale per lo spettacolo, con Bassolino presidente e di cui faranno parte cinque esperti: avrà funzioni consultive sulla programmazione regionale e la definizione delle misure finanziarie. Il piano finanziario è contenuto nell’articolo 12: prevede un fondo regionale per il sostegno delle attività di spettacolo, cui sono assegnate il 30% delle risorse disponibili. Entusiasta anche l’assessore comunale alla Cultura, Rachele Furfaro: «È una legge che si propone come modello per le altre realtà italiane, perchè nasce dall’ascolto, dalla condivisione tra le amministrazioni e gli operatori culturali del territorio». Un accenno a devolution e federalismo: «Il primo è una riforma sbagliata, il federalismo serio è una cosa sacrosanta e giusta», spiega Bassolino. «La legge sullo spettacolo è un esempio di federalismo serio, che serve al paese, mentre la devolution è l’opposto di un federalismo serio e solidale». E chiarisce: «Noi siamo uno dei governi, non possiamo solo solidarizzare di fronte alla mobilitazione contro i tagli della Finanziaria,ma anche fare qualcosa».


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categorie: istituzioni
sabato, 19 novembre 2005

Grazie Raffa ...

Abbiamo ricevuto questa e-mail  da Raffa del Teatro Comunale di Bologna,la ringraziamo e le chiediamo di non scoraggiarsi.Continuiamo e non ci arrendiamo...

Amici e colleghi, all'indomani della nostra prima di Traviata non posso che esprimere la delusione per la quasi totale assenza informativa da parte della stampa e dei media sulla nostra protesta contro i tagli al fus. A poco o peggio ancora a niente è sevito volantinare, appendere striscioni e radunare tutte le maestranze in palcoscenico osservando 1 minuto di tacet (meno di 1 minuto per la verità) facendo calare un sipario con la scritta "Ridotti al slilenzio dai tagli ".Purtroppo siamo stati schiacciati da un ulteriore protesta avvenuta fuori e dentro il Comunale di Bologna ad opera di cittadini che appofittando della certa presenza del Sindaco Cofferati alla rappresentazione della serata hanno colto l'occasione per manifestare contro il degrado di Piazza Verdi ( piazza che si affaccia al nostro Teatro ) Molto furbescamente hanno lanciato volantini dal loggione con scritte del tipo " All'opera contro il degrado " e i giornali hanno parlato esclusivamente di questo.Persino il tg 3 regionale non ci ha c...... neanche di striscio!E' un peccato che sia andata così perchè anche se ( a onor del vero) qui si contano sulle dita di una mano le persone attive per sensibilizzare l'opinione pubblica , quei pochi dicevo ,ci stanno mettendo davvero l'anima ( vedi Manu ).
Cmq, voglio essere ottimista e pensare che per ora abbiamo solo perso una battaglia , non la guerra!
La forza di continuare a lottare a sostegno della cultura proviene dalla certezza che oltre la nostra realtà (blindata dal potere dirigenziale,e, riapro parentesi, non solo) ci siete voi Milano, Napoli, Torino, Firenze, Roma, Genova ,Trieste, Venezia , Catania. Grazie per quello che fate! Siamo con voi ! I pochi ma buoni ,di Bologna non molleranno. Promesso!!!
Raffa

 


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Tagli al fus ma non per Parma...

Il governo taglia i fondi alla cultura, Scala compresa. Ma apprendiamo  il 18 novembre (Corriere della Sera, pag. 61) che una certa sigla Arcus, Spa del ministero dei Beni Culturali, destinerà 3 milioni e 300 mila euro l'anno alla Fondazione Parma Capitale della Musica, sostenuta dai ministri Buttiglione e Lunardi, presidente l'Aga Khan, nel Comitato Fedele Confalonieri e Riccardo Muti che ha inaugurato la simpatica faccenda con un concerto dell'orchestra Cherubini.Ci domandiamo, il governo taglia sulla cultura e sui teatri d'opera, ma per Parma, Muti e Confalonieri i soldi ci sono sempre???!!! 

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venerdì, 18 novembre 2005

Digiuna l'assessore Furfaro...

Teatri, «De profundis» dopo il digiuno - 18/11/2005 Corriere del Mezzogiorno

Contro i tagli il 25 novembre sciopero dello spettacolo. Si prepara una grande manifestazione a Napoli

Un De profundis per lo spettacolo. È questa la forma di protesta scelta per il nuovo sciopero generale contro i tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo), proclamato dai sindacati per il 25 novembre prossimo. In tutte le fondazioni liriche italiane si eseguirà contemporaneamente la Messa da Requiem di Verdi, concerto simbolico per la morte annunciata dello spettacolo. Questa seconda mobilitazione segue lo sciopero della fame che, partito da Toni Servillo ha negli ultimi giorni visto l’adesione di artisti ed politici. A partire dall’assessore regionale Teresa Armato. «Ho scioperato per sottolineare un impegno, in questo caso della Regione e del San Carlo. L’ennesimo taglio al Fus sottolinea un principio sbagliatissimo, per il quale quando si deve rispiarmiare su qualcosa si penalizza la cultura. E poiché la cultura per il Sud è come il pane, digiunare era l’atto simbolico più adeguato. Per quanto riguarda il mio assessorato, sto mettendo a punto alcuni provvedimenti ad hoc per sostenere il settore. Ne ho già discusso con Bassolino e aspetto di parlarne con il sovrintendente Lanza Tomasi. Oltre ad un sostegno finanziario, che non può essere che minimo poiché la Regione già partecipa con un contributo annuale, sto predisponendo alcune azioni positive relative al mio settore, l’innovazione tecnologica, di cui potrà giovarsi il San Carlo. In più sto avviando l’organizzazione di corsi di ascolto per l’avvicinamento degli studenti alla musica». Ieri sera anche il sindaco Iervolino ha espresso la sua solidarietà «alla lotta che i lavoratori del San Carlo stanno portando avanti contro i tagli. Spero—ha detto—che si verifichi un’inversione nella destinazione dei fondi statali e che siano assegnate maggiori risorse al mondo della cultura che è e deve essere considerata, a pieno titolo, quale enorme fattore di sviluppo e di crescita economica e civile del nostro Paese». Ad aderire alla protesta anche l’assessore comunale Rachele Furfaro: «Al Sud la situazione è più drammatica e bisogna rimarcare una differenza. Napoli ha uno specifico culturale e teatrale che le ha consentito di reggere all’urto della cattiva politica del governo centrale. Nonostante i tagli precedenti, la città ha espresso artisti di nuova generazione di grande livello, da Sorrentino a Latella a Saponaro come ho spiegato di recente a Prodi, al quale ho illustrato lo stato delle cose dello spettacolo a Napoli. Per questo, tagli e devolution, spezzeranno le gambe non solo alla cultura ma anche all’indotto occupazionale. Per dire no a tutto questo stiamo organizzando una mobilitazione cittadina che rappresenti un forte momento di resistenza». Solidarietà ad artisti emaestranze arriva anche dall’assessore provinciale alla cultura Antonella Basilico: «Il teatro è parte integrante del mio settore. In prima persona sono impegnata a riaprire un teatro di figura e so bene quanto siano già esigui i nostri bilanci. La solidarietà è il minimo che si possa fare per segnalare una situazione disastrosa che potrebbe solo peggiorare». Digiuno bipartisan, infine, quello di Luciano Schifone, ex assessore allo spettacolo della Regione, che ha inviato una lettera al ministro Buttiglione ed al presidente Bassolino «affinché sia nella finanziaria che nel bilancio regionale si provveda a finanziare adeguatamente l’attività dello spettacolo. «Voglio così manifestare la mia solidarietà verso il mondo artistico e contemporaneamente essere accanto al ministro Buttiglione nella battaglia per il recupero dei fondi Fus, in particolare per il finanziamento di gloriose istituzioni come il San Carlo».

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categorie: sciopero della fame

Telegramma del Sindaco On. Rosa Iervolino Russo

Telegramma del 17 novembre 2005

Ai lavoratori del Teatro di San Carlo

Desidero esprimere la mia solidarietà alla lotta che i lavoratori del Teatro di San Carlo stanno portando avanti contro i tagli apportati al fondo unico per lo spettacolo.Spero che si verifichi un'inversione nella destinazione dei fondi statali e che siano assegnate maggiori risorse al mondo della cultura.La cultura è e deve essere considerata,a pieno titolo,quale enorme fattore si sviluppo e di crescita economica e civile del nostro paese.

                                                                                                                                                                                                   Rosa Iervolino Russo 

    IL MATTINO  18 novembre 2005

   

Dal presidente del cda solidarietà ai lavoratori che hanno iniziato lo sciopero della fame contro i tagli al Fus

L'APPELLO    «Serve la partecipazione del mondo economico cittadino Ci aiuterebbe molto una cordata di imprenditori» Sos ai privati

Donatella Longobardi «Chiedo uno slancio di solidarietà al mondo economico napoletano per salvare il San Carlo, lo Stato non basta». Rosa Iervolino Russo, sindaco della città e presidente del consiglio di amministrazione del lirico affida a un messaggio inviato ai dipendenti del teatro che stanno effettuando lo sciopero della fame a staffetta la sua piena, incondizionata solidarietà alla lotta che li vede impegnati contro i tagli al Fus (il fondo unico per lo spettacolo) previsti dalla Finanziaria. «Spero - dice - che avvenga un’inversione nella destinazione dei fondi statali e siano assegnate maggiori risorse alla cultura. «La cultura - aggiunge - è e deve essere considerata a pieno titolo quale enorme fattore di sviluppo e di crescita economica e civile del nostro Paese». Ma, soprattutto, da primo cittadino che ha imparato a conoscere le difficoltà in cui versa il teatro napoletano racconta le sue preoccupazioni per il futuro del San Carlo, uno degli emblemi di Napoli, della sua storia, della sua cultura. Allora, sindaco? «Il fatto è che siamo tutti in forte preoccupazione, non solo per i tagli al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. Per me i tagli alla cultura di questa Finanziaria non sono una novità. Come Anci (l’associazione dei Comuni italiani) da mesi combattiamo per gli enti locali, di fronte a una dimenticanza completa dei problemi del Mezzogiorno». Che cos’avete ottenuto? «Devo dare atto alla battaglia portata avanti dallo stesso ministro della cultura Buttiglione, che è riuscito a ottenere un parziale ripristino dei fondi del Fus, segno che il nostro non è un discorso aprioristico contro il Governo. Però non basta». Secondo lei, cosa serve per il San Carlo oggi? «Soci privati, come in altre città». Però Napoli non è Milano... «Certo, la città è meno ricca. E noi purtroppo non abbiamo grandi banche e grandi industrie e neppure un terreno di cultura che favorisca questo tipo di interventi. Comunque anche la Scala ha i suoi problemi...». Sembra, però, che a differenza di Milano, dove il pubblico sente «suo» il teatro, a Napoli non accada la stessa cosa, non le pare? «Certo. E per questo, a maggior ragione, è concepibile ipotizzare uno slancio di solidarietà verso il San Carlo. Sarebbe bello che il mondo economico napoletano sentisse il teatro come cosa propria». Dunque? «Posto che lo Stato deve fare la sua parte nel sostenere la cultura e le Fondazioni liriche, è importante ottenere altri contributi». Pensa a qualcuno, in particolare? «Beh, per esempio se una cordata di imprenditori si offrisse come socio della Fondazione sarebbe un grande aiuto».


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categorie: istituzioni

Comunicato sindacale

SEGRETERIE REGIONALI CAMPANIA SLC CGIL-FISTEL CISL-UILCOM UIL

 

Al Presidente del CDA del Teatro di San Carlo On. Rosa Russo Iervolino

Al Presidente della Regione Campania On. Antonio Sassolino

Al Presidente della Provincia di Napoli Dott. Dino Di Palma

E p.c. alla RSU e ai lavoratori del Teatro di San Carlo 

 

In data 16/11/2005 presso la CGIL di Napoli,si è svolto l’attivo unitario CGIL,CISL e UIL Napoli presieduto da Anna Rea,segr. gen.Uil Campania, Giuseppe Gargiulo,segr. gen. CISL Napoli e Peppe Enrico,segr. gen CGIL Napoli,con la partecipazione delle Segreterie Nazionali di CGIL, CISL e UIL rappresentate unitariamente da Marigia Maulucci della segr. nazionale CGIL.

Nell’incontro, a seguito dell’intervento unitario delle segreterie SLC,FISTEL e UILCOM, è stato presentato all’ordine del giorno il totale sostegno alle iniziative di lotta dei lavoratori del Teatro di San Carlo.

Infatti nello stesso si è condivisa l’esigenza di sostenere e diffondere la significativa iniziativa di “Sciopero della fame” intrapresa dai lavoratori del San Carlo contro i tagli al Fus,impegnando le confederazioni ad interventi verso le Istituzioni a sostegno di questa meritoria iniziativa di lotta.

Forti del conforto confederale SLC CGIL,FISTEL CISL e UILCOM UIL invitano le Istituzioni in indirizzo a sostenere l’iniziativa messa in atto,appoggiandola con la partecipazione  a sostegno della manifestazione “Sciopero della fame”.

 

 

 

Napoli,li 16 novembre


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categorie: comunicati

Lettera a Sergio Cofferati

Lettera aperta a
SERGIO COFFERATI
Sindaco di Bologna
Presidente della
Fondazione Teatro Comunale di Bologna



Gentile Sindaco,
al Teatro Comunale continuiamo a digiunare a staffetta, come comunicatole tempo fa. Restiamo infatti ancora sgomenti di fronte all’insensatezza delle logiche governative contro l’espressione artistica.
La Finanziaria, infatti, è passata al Senato con una correzione dei tagli al FUS che resta ininfluente per le sorti dello Spettacolo.
La certezza di un costante e sicuro finanziamento pubblico ai teatri dal vivo, resta ancora il primo traguardo su cui concentrare tutte le energie. È un fatto paradossale, ma è un fatto, per noi quasi grottesco, che dobbiamo mobilitarci per convincere i nostri governanti che le loro decisioni possono eliminarci fisicamente, dando l’avvio ad una disoccupazione a catena; dobbiamo fermarci a spiegar loro che, mortificando lo spettacolo dal vivo si diminuisce il turismo, si deforma l’identità; dobbiamo far loro capire che cos’è l’espressione artistica, com’è, a che e a chi serve, quante risorse ha il pensiero simbolico nient’affatto superfluo; dobbiamo convincerli che, la semplice sottrazione dei finanziamenti garantisce soltanto un buio indistinto sulle responsabilità di chi gestisce i teatri, «una notte in cui tutte le vacche sono nere», ed impedisce di entrare nel merito dei problemi per risolverli se non con atti autoritari.
Il 18 novembre parteciperemo alla creazione dal vivo di Traviata di Verdi, un evento musicale artistico, per noi il principale nutrimento – i risvolti mondano culinari del dopo recita, quelli sì per noi senz’altro superflui. A proposito dunque di dimensione simbolica del pensiero: Irina Brook, ha esposto le intenzioni che hanno sorretto la sua regia dell’opera. «Traviata è l’opera della ristrettezza mentale … il peso della morale borghese si sente ancora oggi, nei giudizi facili della gente, nelle vedute piccole piccole e nell’apparenza che inganna … io faccio teatro per lottare contro la ri-strettezza mentale che scatena tutti i mali del mondo».
Non possiamo che adottarne il pensiero: i tagli della Finanziaria sono dettati da una grave ristrettezza mentale che scatena tutti i mali del nostro paese.
Gentile Sindaco, siamo consapevoli dei suoi impegni di governo della città, ma la preghiamo di non relegare lo Spettacolo fra le scadenze meno urgenti da rianimare solo nelle occasioni ufficiali.
La discussione appassionata e lo scontro politico sulla legalità, lo smog o quant’altro ha senz’altro il pregio di risvegliare la partecipazione della città. Lo Spettacolo invece, nient’affatto disertato dai bolognesi, si trova inspiegabilmente circondato da un letargo di solidarietà o comunque da un sonno critico proprio quando i suoi addetti – i musicisti, i macchinisti, gli attori, i sarti, i mi-mi, i cassieri, i portieri, i ballerini … la lista sarebbe infinita – denunciano gravissime difficoltà.
Prego, lo alzi Lei il sipario! Là ci saremo.
Con stima

Manuela Rasori, Raffaella Casalini, Lucia Viviani, Mauro Gabrieli, Clio Piatesi, Emanuela Manucci, Caterina Fantuz, Silvia Calzavara, Agnes Sarmiento, Anna Gambineri, Luana Pel-legrineschi, Nana Gordaze, Celeste Testaverde. 
 

 

Risposta del Sindaco di Bologna 
  
Sono come Voi fortemente preoccupato per le inevitabili conseguenze
prodotte dai previsti tagli al Fus e vi sostegno nella giusta protesta, ma
vi invito comunque a salvaguardare la vostra salute perché bene prezioso.
Sergio Cofferati

 

 


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categorie: sciopero della fame
giovedì, 17 novembre 2005

Su Repubblica di martedì 15 novembre 2005 è stata pubblicata la seguente lettera, cui ha risposto Corrado Augias.

Se vogliamo la lirica, si sappia che costa   risponde CORRADO AUGIAS 

 

Gentile Augias, sentire Cocciante mi ha fatto male. Dopo giorni di sciopero della fame per protestare contro i tagli al Fondo unico dello Spettacolo che condannano alla chiusura molte realtà ed alla disoccupazione migliaia di lavoratori dello spettacolo, tutti coloro che contribuiscono a creare la meravigliosa follia dell' Opera, fa male, dicevo, sentire un artista come Cocciante sostenere che è stato spinto a scrivere ' Notre Dame de Paris' anche per riavvicinare il pubblico al melodramma «evitando di spendere cifre folli». Vorrei far notare che i Teatri d' Opera sono Fondazioni «senza fine di lucro» ossia non possono avere profitti. Al contrario un musical ' privato' , sicuramente gradevole, è fatto proprio per guadagnarci su. Assistere a ' Notre Dame' costa dai 60 euro fino ai 12 euro per i bambini, in palasport da 5-6 mila posti. Il Teatro Comunale di Bologna, ha adottato una politica dei prezzi dove si paga dai 50 fino ad 8 euro. Gratis i minori di 12 anni accompagnati da un adulto; sconti consistenti per chi ha meno di 30 anni o più di 65: abbonamenti fino ad 80 euro per 8 spettacoli. Mi sarebbe piaciuto sentire Cocciante pronunciarsi contro i tagli governativi, ai quali anche lui ha attinto in maniera diretta o indiretta. Mi sarebbe piaciuto che avesse investito parte dei suoi lauti e meritati guadagni in parole di sostegno per chi non avrà più il problema di avvicinare il pubblico al melodramma perché dovrà starsene a casa. Mauro Gabrieli, Musicista Teatro  Comunale di Bologna  

 

Il ministro Buttiglione aveva detto due o tre settimane fa che se si toccavano i fondi per lo spettacolo e il budget per la cultura lui si dimetteva. L' iter della Finanziaria non è ancora finito ma l' aria purtroppo è rimasta quella, c' è stata una piccola reintegrazione ma il grosso dei tagli rimane. Infatti, con più prudenza, il ministro ha aggiunto tre giorni fa che «alla Scala le diseconomie ci sono e vanno risolte». Se davvero di questo si trattasse, vorrei indicare a Buttiglione un' altra diseconomia sulla quale severamente ammonire: il presidente del Consiglio gira con otto macchine di scorta, quattro davanti e quattro dietro la sua. In tempi di vacche magre non sarebbe il caso di esortare alla morigeratezza cominciando dall' alto invece che dai lavoratori dello spettacolo? Vorrà il ministro perdere questa vistosa occasione per esortare al buon esempio? Quanto alla Scala a me pare che il sovrintendente Stéphan Lissner abbia dato i numeri che servivano. Dal 1999 al 2005 il contributo pubblico è diminuito dal 53 al 41% del bilancio. Nel 2004 s' è trattato di 44 milioni di euro. L' Opéra di Parigi ne ha avuti 94; Monaco 48,5; unica eccezione il Covent Garden (34 milioni) ma a Londra i contributi privati sono defiscalizzati. I dipendenti del teatro milanese sono 818. A Parigi, 1584 (due sale); a Londra 866; a Monaco 862; a Vienna 915. L' opera costa, questo è fuori discussione. Anzi: il teatro lirico è la più costosa forma di spettacolo esistente in proporzione agli spettatori. Vogliamo toglierla di mezzo? Diciamolo. Abbiamo rinunciato e stiamo rinunciando a molte attività e prodotti che caratterizzavano il nostro paese. L' opera lirica l' abbiamo inventata noi, meglio abolirla del tutto che farla vivere elemosinando.


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I "Teatri"...

La  Fondazione "I Teatri" di Reggio Emilia ha aderito allo sciopero della fame ,condividendo la forma di protesta contro i tagli previsti dalla finanziaria cominciata dal Direttore Artistico Daniele Abbado

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categorie: sciopero della fame
mercoledì, 16 novembre 2005

Complimenti...

Comunicato delle Artiste del Coro di Torino 15/11/2005

Siamo un gruppo di Coriste del Teatro Regio, dal 21 ottobre scorso abbiamo intrapreso lo sciopero della fame come estrema forma di protesta contro l'ennesimo gravoso taglio degli stanziamenti statali per cultura e spettacolo, taglio che rischia di portare alla chiusura o alla grave riduzione delle attività la maggior parte dei teatri e delle realtà musicali italiane.
In tutta italia ormai 200 persone stanno attuando questa forma di protesta, e per sensibilizzare il pubblico e i cittadini, nel nostro presidio permanente presso il teatro, abbiamo anche organizzato una raccolta firme (simultanea anche in altre città), volta ad ottenere lo strumento numerico per dimostrare a tutta la vita politica italiana e piemontese che siamo in tanti, non solo gli addetti del settore, a volere uno stato libero di fruire di musica, teatro, danza, arte sotto ogni forma, senza che questo patrimonio diventi esclusiva di un'elite di persone che puo permettersela, senza che l'arte diventi un prodotto di nicchia.
A questo scopo stiamo cercando di organizzare anche delle giornate di musica e spettacolo gratuite per la cittadinanza, all'interno del teatro regio ma anche in altri spazi culturali e strutture, ed infine anche per strada. Cori d'opera, sinfonie, gruppi da camera, svariati generi musicali, prosa, danza e cinema. La finalità di queste manifestazioni dovrebbe essere quella di generare per la gente una nuova consapevolezza, una nuova visibilità sul nostro lavoro, mostrando le mille difficoltà, ma anche il grande fascino della nostra professionalità, di far comprendere che l'artista è come gli altri un lavoratore al servizio della comunità e per questo ha gli stessi diritti e doveri degli altri lavoratori, quindi la cultura non puo essere considerata uno spreco, un superfluo.
Vorremmo riuscire a creare per quest'occasione, in questo momento di difficoltà comune, un fronte omogeneo di settore artistico-culturale torinese, coinvolgendo TUTTE le compagnie, tutti i musicisti di libera professione e le strutture stabili per dimostrare che la vita culturale della nostra città non è divisa al suo interno, sfilacciata quindi debole, ma unita e forte nel chiedere il rispetto dei suoi diritti e il reintegro dei suoi già fin troppo ridotti fondi.
Ci potete trovare 24 ore su 24 al nostro camper della protesta sul retro del teatro all'angolo con via Verdi.

 

LE COLLEGHE CI PERDONERANNO SE ABBIAMO RUBATO LA LORO LOCANDINA  MA LA TROVIAMO TROPPO BELLA E SIGNIFICATIVA E LA VOGLIAMO MOSTRARE A TUTTI. COMPLIMENTI AL MARITO DI CHIARA!!!


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martedì, 15 novembre 2005

Il Teatro Verdi di Trieste aderisce alla protesta

 

 
Noi, dipendenti della Fondazione Teatro Verdi di Trieste, nell’ambito delle numerose iniziative intraprese in tutto il territorio nazionale dalle diverse componenti del mondo dello spettacolo in segno di protesta contro il taglio del FUS operato dalla Finanziaria 2006, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per quello che consideriamo il colpo di grazia definitivo inferto ad un sistema già agonizzante.
Quale reazione forte di sdegno aderiamo allo sciopero della fame a staffetta, già proclamato dai dipendenti delle altre Fondazioni Lirico Sinfoniche e destinato a durare fino al varo definitivo della Finanziaria, nell’intento di richiamare il governo al senso di responsabilità civile ed ottenere il ripristino integrale del FUS.
12 novembre 2005
 

 


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categorie: sciopero della fame

Vendola aderisce allo sciopero ...

Nichi Vendola, il governatore della Puglia, ha aderito allo sciopero della fame per protestare contro i tagli al Fus,insieme a lui l'assessore  Teresa Armato e  politici di schieramento opposto, Bianco di FI e Schifone di AN,il giornalista Stefano Valanzuolo e il regista Daniele Abbado. In teatro si sono associati alla protesta il direttore generale Mariano Apicella,il direttore del personale Marco De Rosa,Allessandro Bonelli e Florance Forin (segreteria artistica),Emanuela Spedaliere(direttore sponsoring),Ghia Tedeev (Rsu UGILCOM),Raffaella Tramontano(ufficio stampa).

IL MATTINO 15/11/2005 
LA PROROTESTA DEI DIPENDENTI CONTRO I TAGLI DELLA FINANZIARIA
San Carlo, anche Vendola aderisce al digiuno
DONATELLA LONGOBARDI La lista, ora è davvero lunga. Lo sciopero della fame per protestare contro i tagli al Fus, il fondo unico per lo spettacolo, iniziato nei giorni scorsi al San Carlo, s’allarga e continua a sconfinare anche oltre regione. Perché dopo quella del presidente del consiglio della Basilicata, Filippo Bubbico, arriva dalla vicina Puglia l’adesione che fa più effetto, quella del presidente, Nichi Vendola. Mentre da Santa Lucia, dopo l’adesione di Andrea Cozzolino, anche Teresa Armato, assessore alla ricerca, s’aggiunge ai digiunanti a staffetta. «Mercoledì - annuncia - farò lo sciopero della fame per il San Carlo. Mi sembra sia doveroso sollecitare una maggiore attenzione del Governo centrale verso la cultura e il San Carlo, è una questione di civiltà». Una questione che coinvolge anche direttamente Daniele Abbado, regista e figlio del direttore, Claudio, che dai teatri di Reggio Emilia comunica la sua partecipazione all’iniziativa varata da Gianvito Ribba, corista ed esponente della Cgil nella rsu del teatro, il quale dopo quattro giorni di digiuno ha fatto ricorso alle cure del Policlinico. Al suo posto, dunque, è iniziata una lunga staffetta che coinvolge tra gli altri il sovrintendente Lanza Tomasi e il regista dello spettacolo di apertura della stagione, Toni Servillo. Tra le new entry sancarliane da registrare quella del direttore generale del San Carlo Mariano Apicella, del segretario artistico Alessandro Bonelli, di Emanuela Spedaliere, direttore sponsoring, e di Florence Forin, Marco De Rosa, Ghia Tedeev, Margherita De Angelis, Raffaella Tramontano, Stefano Valanzuolo. Dalla direzione artistica del Comunale di Modena, invece, aderisce Davide Giglioli, il teatro di Trento con Alfonso Malaguti e il Rendano di Cosenza con Italo Nunziata. E poi i politici di schieramento giovernativo: il capogruppo di Fi al Consiglio Comunale Francesco Bianco e Luciano Schifone, coordinatore regionale di An. «No, è evidente che la mia più che una protesta contro il governo è un atto di solidarietà al mondo artistico», edordisce Schifone, «c’è da sollecitare l’attenzione del Governo ma anche quella della Regione, visto che nel bilancio di previsione c’è un taglio proprio per le spese destinate alla cultura legate alle nuove tasse istituite dall’ente». E attacca la Regione anche Bianco: «Il governo regionale ha decurtato il finanziamento del trenta per cento. Ma bisognerà che i parlamentari di Napoli intervengano anche in sede di rivisitazione del bilancio percché il San Carlo ha bisogno di risorse pubbliche visto il disinteresse dela nostra ricca borghesia. Se perdiamo anche questo pezzo di storia rappresentato dal San Carlo, allora veramente si deve dire “Napoli addio”». «Sono vicino ai lavoratori del San Carlo che, insieme ai loro colleghi di Firenze e Bologna, in queste ore stanno protestando con uno sciopero della fame contro i tagli della Finanziaria 2006 a danno del Fus», scrive invece il governatore della Puglia in un comunicato in cui mette in evidenza i pericoli che possono derivare da una diminuzione di 60 milioni di euro. «Equivale - dice Vendola - a mettere in ginocchio tutta una serie di produzioni e a pregiudicare migliaia di posti di lavoro nel settore dello spettacolo. Da sempre questo settore viene a torto considerato una zavorra di cui liberarsi, senza però prevedere le conseguenze che derivano da una politica suicida che rischia di far precipitare l'Italia in un precipizio di rozzezza esistenziale assolutamente indegna per un Paese come il nostro».

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categorie: sciopero della fame
domenica, 13 novembre 2005

CHE TRISTEZZA!

CHE TRISTEZZA !

PROPRIO IN ITALIA ABBIAMO DATO VOCE E POTERE A QUESTE PERSONE!

Era una necessita', ma poi si e' fatta mezza marcia indietro ANSA - ROMA, 13 NOV - Il taglio in Finanziaria del Fondo unico per lo spettacolo era 'una cosa sacrosanta, dice Brunetta (FI), consigliere economico di P.Chigi. "Quel taglio - ha aggiunto - era una necessita', ma alla fine si e' fatto marcia indietro. Avremmo dovuto dire che per quest'anno il contributo scendeva del 40% e che per l'anno prossimo non ci sarebbe stata una lira. I soldi per fare cultura si destinano alle scuole e per acquistare libri, non a chi detiene l'egemonia culturale".


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Michele Maddaloni comincia lo sciopero....

Ha cominciato lo sciopero della fame Michele Maddaloni,tenore del coro,sempre al top della Rsu aziendale,e... Last but not least...Consigliere comunale della Margherita del Comune di Ercolano!


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sabato, 12 novembre 2005

Digiuna anche il Sovrintendente...

..UDITE UDITE .....Da oggi aderiscono allo sciopero della fame il nostro sovrintendente Prof. GIOACCHINO LANZA TOMASI e il direttore della programmazione BRUNO IMPARATO,NICOLA ODDATI,assessore alla mobilità del Comune di Napoli e ANDREA COZZOLINO,assessore all'agricoltura e alle attività produttive della Regione Campania,il Presidente  del Consiglio regionale della Basilicata FILIPPO BUBBICO , il regista TONY SERVILLO e l'attrice LINA POLITO!!! 

IL MATTINO 

12/11/2005

Toni Servillo, Nicola Oddati, Andrea Cozzolino, Gioacchino Lanza Tomasi, Lina Polito e Filippo Bubbico, presidente del Consiglio regionale della Basilicata. S’allunga sempre più la lista di quanti hanno aderito allo sciopero della fame a staffetta contro i tagli al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo avviato da alcuni dipendenti del San Carlo dopo analoghe iniziative a Firenze e Bologna. Nonostante proprio ieri, in sede di approvazione al Senato, la legge Finanziaria abbia ridotto da 160 a 85 milioni di euro i tagli rispetto all’anno precedente, la manifestazione non si ferma. Anzi. Ed è lo stesso ministro ai Beni Culturali, Buttiglione, a non dimostrarsi entusiasta della cifra recuperata: «Ancora non ci siamo. Abbiamo bisogno di più risorse da destinare al Fus, ma soprattutto ad archivi, monumenti e musei». «C'è una maledetta mentalità - ha aggiunto - per la quale la cultura è un lusso e si può anche farne a meno. Quando le cose non vanno tanto bene per l'economia, la prima cosa da tagliare è proprio la cultura. È sbagliato. La cultura è essenziale per l'uomo. L'uomo vive di cultura e di arte, bisogna difenderla». «Il sostegno al mondo della cultura nel nostro Paese deve rappresentare un punto di riferimento indiscutibile della politica di qualsiasi governo di qualsiasi colore politico», ha detto invece Oddati che digiunerà martedì. «Alcuni onorevoli colleghi di Buttiglione - ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo - devono capire che colpire la cultura non vuol dire colpire una parte politica, ma l'intero Paese nella sua dignità e immagine. Centinaia di turisti visitano quotidianamente Napoli e l'Italia per le nostre bellezze artistiche, ad esempio, e producono così anche sviluppo, ricchezza e benessere». Quanto ad Andrea Cozzolino, assessore all'Agricoltura e alle Attività produttive della Regione, spiega: «Il mio gesto vuole anche essere un invito ad altri rappresentanti della politica e delle istituzioni a manifestare il proprio disagio per una scelta che ostacolerebbe la crescita culturale del nostro Paese». «Credo sia doveroso portare solidarietà agli operatori dello spettacolo per gli annunciati tagli del governo che metterebbero a serio rischio circa 60 mila posti di lavoro in tutta Italia», ha aggiunto Cozzolino che sciopererà lunedì, insieme con Toni Servillo, in questi giorni già al lavoro al San Carlo per preparare il debutto del «Fidelio» con le scene di Mimmo Paladino che il 4 dicembre prossimo inaugurerà la stagione lirica. «Sono solo uno dei tanti che protesta contro i tagli», ha detto il regista che s’è aggiunto alla lista inaugurata lo scorso 4 novembre da Gianvito Rippa, seguito da Nino Mennella (coro), Luigi Ferrone (ballo), Michele Maddaloni (coro) e Bruno Imparato, direttore della programmazione. Al loro fianco ora anche il sovrintendente Lanza Tomasi: «Con questi tagli rischiamo la chiusura, per me è stato logico partecipare alla protesta», dice, «il nostro settore è sottoposto a una criminalizzazione, s’è detto che i teatri sono dei carrozzoni. Sono convinto che tutto può essere migliorato, ma con un piano di intervento, una riforma, un generale ripensamento delle attività, magari tenendo conto dell’esperienza europea con un’indagine sui costi. Questi tagli invece - ha aggiunto il sovrintendente - colpiscono solo chi lavora nel mondo dello spettacolo, sono tagli fine a se stessi. E questo non si può accettare».


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categorie: sciopero della fame
venerdì, 11 novembre 2005

Lettera degli artisti del Coro di Bologna...

Questa è la lettera che hanno inviato gli artisti del Coro di Bologna ai Parlamentari sotto elencati.Li ringaziamo e li invitiamo a tenersi in contatto con noi..Ci fate sapere se avete un blog?

Sen. Daria Bonfietti
On. Enrico Boselli
On. Pier Paolo Cento
On. Titti De Simone
On. Alfiero Grandi
On. Giovanna Grignaffini
On. Franco Grillini
On. Arturo Parisi
On. Andrea Papini
Sen. Giancarlo Pasquini
On. Sergio Sabattini
Sen. Walter Vitali
On. Mauro Zani
On. Katia Zanotti

Gentile Parlamentare,
chi le scrive è un gruppo di artisti del coro del Teatro Comunale di Bologna ( tredici per ora) che ha deciso, in solidarietà ed in sintonia con altre fondazioni liriche, di attuare un digiuno a staffetta come segno di indignazione contro le minacce di gravissimi tagli al FUS previsti dalla prossima finanziaria.
Il digiuno vuole essere non un invito all’anoressia collettiva ma un primo impegno ad esporsi in prima persona.
Chiediamo anche a Lei dunque di adoperarsi in parlamento affinché i tagli al FUS vengano totalmente cancellati.
Le conseguenze sarebbero infatti:
1) chiusura dei teatri e disoccupazione
2) perseguimento di un modello aziendale fondato sulla precarietà degli ingaggi, sulla esternalizzazione delle masse artistiche, trasformate magari in cooperative o quant’altro da chiamare alla bisogna
3) contrasto con una legislazione che finora ha reputato i teatri patrimonio da salvaguardare
4) le proposte della finanziaria trattano fra l’altro le aziende che producono spettacolo come normali aziende analoghe a quelle che producono scatolette o automobili dimenticando che il prodotto artistico non è alienato dai produttori, cioè orchestra coro macchinisti fanno parte integrante dell’evento artistico. Ostentare ad esempio come grave anomalia che i teatri abbiano costi sul personale superiori al 60% del bilancio significa non capire l’importanza dell’investimento sullo stesso prodotto umano
5) il controllo dei cosiddetti “sprechi “ nei teatri attraverso la decurtazione drastica dei finanziamenti ha lo scopo paradossale di abolire qualsiasi controllo reale delle responsabilità di gestione
6) la riduzione dei finanziamenti, già in atto da anni, sta già producendo effetti gravi sulle programma-zioni e produzioni di contorno e di basso intrattenimento ispirate sempre più a volgari logiche di marketing che niente hanno a che fare con la creazione e l’alta espressione musicale artistica, ma realizzano invece appariscenti involucri vuoti autoriferiti con la
7) conseguente umiliazione delle masse artistiche cui viene di fatto negato il diritto alla crescita professionale
8) la preoccupazione per il mero “incasso” infatti giustifica l’attuale scelta di dirigenti poco sensibili alla qualità artistica e musicale
Il nostro digiuno è una fiaccola accesa su un mondo umano che produce pensiero artistico, che non chie-de un’ottusa ciotola di minestra, ma dà con tutto se stesso e contribuisce al benessere semmai spirituale del nostro paese. Per rimanere nella logica materiale del ragioniere, si prenda in esame quante ripercussioni sul turismo ha la valorizzazione dello spettacolo e della musica, quanta circolazione di denaro e di occupazione possono garantire sempre nuovi allestimenti…
Lo spettacolo non televisivo invece – ed il teatro lirico sinfonico fra gli altri – viene relegato dall’attuale governo fra i bisogni superflui da censurare e punire.
Grazie fin d’ora per l’attenzione
Manuela Rasori, Raffaella Casalini, Mauro Gabrieli, Lucia Viviani, Clio Piatesi, Caterina Fantuz,
Emanuela Manucci, Anna Gambineri, Silvia Calzavara, Agnes Sarmiento, Celeste Testaverde,
Nana Gordaze, Luana Pellegrineschi

Bologna,10 novembre 2005

E QUESTA E' LA PRIMA RISPOSTA ARRIVATA DALL'ON. GRIGNAFFINI


12 Novembre 2005 - 11:49
Cari amici, vi ringrazio per la lettera che mi avete inviato e per l'azione che avete intrapreso a difesa della cultura e dello spettacolo dal vivo.Come forse saprete, tutti noi deputati dell'opposizione in commissione cultura,siamo impegnati da anni, e oggi in particolare, per il rilancio del FUS e la considerazione di tutta la cultura come investimento.Sono comunque disponibile a discutere più dettagliatamente con voi di queste questioni.
Cordiali saluti
on. Giovanna Grignaffini

Risposta del senatore ed ex sindaco di Bologna Vitali alla lettera ai parlamentari bolognesi

14 Novembre 2005

Gent.ma Sig.ra Manuela Rasori,
condivido pienamente la protesta sua e dei suoi colleghi contro i tagli al FUS che si ripercuotono pesantemente sui Teatri Lirici italiani. Come parlamentari dell'Unione eletti a Bologna abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti alla Finanziaria tra i quali c'erano anche quelli per rispristinare la dotazione del FUS e per il Teatro Comunale di Bologna. Il Governo ha solo parzialmente accolto le proposte di modifica aumentando di 80 milioni di euro la dotazione del FUS inizialmente prevista. La lotta deve continuare per cercare di ottenere quanto necessario nella discussione che inizierà dalla prossima settimana alla Camera.
Cordiali saluti
Walter Vitali

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Solidarietà per Trieste...

Abbiamo trovato quanto segue sul blog dei lavoratori della Scala ,è quanto mai doveroso esprimere la nostra solidarietà ai colleghi di Trieste, l'episodio che si è verificato è davvero molto grave e ci lascia esterrefatti e disorientati.

E' CON ENORME TRISTEZZA E VERGOGNA CHE VI COMUNICO QUANTO SEGUE:
MARTEDI' SERA A TRIESTE ERA IN PROGRAMMA IL REQUIEM DI G. VERDI DIRETTO DAL M° D. OREN;
ALL' INIZIO DELLO SPETTACOLO E' STATO LETTO IL DRAMMATICO E ORMAI TROPPO CONOSCIUTO COMUNICATO SINDACALE; DURANTE LA LETTURA, UN GRUPPO ( UNA TRENTINA?!) DI PERSONE DAL PUBBLICO HA INIZIATO AD INVEIRE ED OFFENDERE I LAVORATORI E L' INADEGUATEZZA DELLA LETTURA DELLO STESSO COMUNICATO; A QUESTE VERGOGNOSE RIMOSTRANZE, I PROFESSORI D' ORCHESTRA SI SONO ALZATI E SE NE SONO ANDATI; SOLO UN LUNGO E CALOROSO APPLAUSO DELLA MAGGIORANZA DEL PUBBLICO HA CONVINTO I PROFESSORI D' ORCHESTRA A RIENRARE PER INIZIARE L' ULTIMO CONCERTO IN PROGRAMMA DELLA STAGIONE SINFONICA 2005.

PURTROPPO PERO' HO APPRESO SOLO STASERA LA COSA ANCORA PIU' DRAMMATICA E PREOCCUPANTE:
ALLA FINE DEL CONCERTO, IL SINDACO, ROBERTO DI PIAZZA (BOTTEGAIO SGRAMMATICATO DI FORZA ITALIA) HA RAGGIUNTO I LAVORATORI DIETRO LE QUINTE ED HA CONFERMATO QUANTO "URLATO" DAL PUBBLICO IGNORANTE.
CON UNA CERTA "TEMPERANZA" HA DATO RAGIONE A QUELLE PERSONE ED HA "PROMESSO" AGLI ORCHESTRALI, ORMAI SBIGOTTITI MENTRE LO STAVANO AD ASCOLTARE, CHE L' INDOMANI NE AVREBBE LICENZIATO UNA VENTINA.
NONOSTANTE L' ANONIMATO DI QUESTO POST, MI QUALIFICO COME ARTISTA DEL CORO DEL TEATRO ALLA SCALA E POSSO FORNIRE, AL FINE DI CONFERMARE QUANTO DETTO, LE GENERALITA' DEI PROFESSORI D' ORCHESTRA PRESENTI A QUESTA VERGOGNOSA SITUAZIONE.


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giovedì, 10 novembre 2005

Sciopero della fame...

Il nostro Nino prosegue lo sciopero della fame e da domani si aggiungeranno il "Nureyev" partenopeo LUIGI FERRONE e la dolcissima voce d'angelo MARGHERITA DE ANGELIS...!

P.S. Ci è giunta voce di ulteriori autorevolissime adesioni, domani  vi daremo notizie più dettagliate!!!!

 


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categorie: sciopero della fame
martedì, 08 novembre 2005

Per gli amici...

Siamo felici di ricevere gli auguri degli amici della Scala e del Regio di Torino.Ringraziamo inoltre Claudio Fantoni e Roberto di Blogregular.Abbiamo subito segnalato i vostri links ... Grazie e a presto!


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Sciopero della fame

Da oggi anche il "MITICO" Nino Mennella,il nostro magnifico tenore del coro,comincia lo sciopero della fame..Prenderà solo tre tè al giorno...Coraggio Nino,ti siamo tutti vicini!!!!!!


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lunedì, 07 novembre 2005

LETTERA APERTA AL MINISTRO BUTTIGLIONE

Gianvito ha cominciato il 4 novembre lo sciopero della fame per protestare contro i tagli previsti dalla finanziaria ma ci sono già Nino Mennella,Margherita De Angelis,Deborah Volpe e Bruno Imparato,direttore della programmazione,pronti a continuare a staffetta...!

LETTERA  APERTA  AL  MINISTRO BUTTIGLIONE

Il sottoscritto Gianvito Ribba , artista del coro del Teatro di San Carlo di Napoli e RSU della SLC CGIL,intende comunicare la decisione di aderire,a partire dalla data odierna ( 4 nov.2005 ), allo sciopero della fame già attuato in Italia da numerosi uomini e donne del mondo dello spettacolo e della cultura.Tale decisione non è dettata soltanto dalla volontà di protestare contro il grave taglio al FUS paventato dalla legge finanziaria in discussione al Parlamento, contro cui anche Lei,interpretando l'indignazione e lo sconcerto crescenti nell'opinione pubblica ha opposto una ferma contrarietà nelle sedi proprie ed in ogni pubblica circostanza.Ma nasce in primo luogo da un sentimento di profonda costernazione per l'incivile leggerezza con cui il governo ha tentato di liquidare l'intervento pubblico in una materia così delicata,riducendolo ad un semplice capitolo di spesa da tagliare.Si colgono,in tanta sconsideratezza,così come nelle reiterate invettive del Presidente del Consiglio contro le maestranze del Teatro alla Scala di Milano,alle quali è doveroso esprimere piena solidarietà, misere ritorsioni politiche ed insieme un'indifferenza e quasi un fastidio verso tutto ciò che non è assimilabile alla cultura della ricreazione facile di conio prevalentemente televisivo.Tuttavia il nostro straordinario paese non è a tal punto imbarbarito, e le Sue forti ed encomiabili prese di posizione,Signor Ministro, ne sono un'autorevole testimonianza,da non provare un brivido al ricordo di chi,in una triste epoca della nostra storia recente,affermava di aver voglia di mettere mano alla pistola quando sentiva pronunciare la parola "Cultura" ed un moto di biasimo nei confronti di chi,oggi,contro la Cultura si arma di forbici.

Napoli, 4/11/2005                                                                  Gianvito Ribba


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Comunicato del 25 0ttobre 2005

Per tutte le rappresentazioni di Tosca è stato letto al pubblico un comunicato con tutte le maestranze schierate in palcoscenico...

Comunicato  del  25 0ttobre  2005

La RSU aziendale e le Organizzazioni sindacali territoriali  sentono il dovere di informare il pubblico sulla gravissima situazione che sta attraversando il mondo dello spettacolo e della cultura in generale, in Italia.La finanziaria 2006 prevede un taglio del 40% di tutte le risorse pubbliche destinate allo spettacolo.Le scelte incomprensibili di questo governo potrebbero spazzare via come uno tsunami il mondo del melodramma.Verrebbe messa così in discussione la sopravvivenza del Teatro di San Carlo,da sempre simbolo della tradizione artistica e culturale della città di Napoli. Prendendo forza dalle recenti dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica,Carlo Azeglio Ciampi,sul rispetto che il mondo dello spettacolo meriterebbe dalle istituzioni,chiediamo a tutti attenzione e sensibilità.Il nostro appello è rivolto soprattutto al Sindaco,On. Rosa Russo Iervolino,presidente della nostra fondazione,perché si rafforzi l’impegno delle istituzioni locali per il nostro teatro.Primo atto della battaglia contro la “cultura dell’ignoranza” è stata la manifestazione nazionale di Roma del 14 ottobre.Un’iniziativa straordinaria che ha visto scendere in piazza autorevolissime personalità del mondo della cultura e dello spettacolo,tra le quali citiamo solo Roberto Benigni,Luigi De Laurentis,Massimo Ghini,Carla Fracci,Leo Gullotta,Nanni Moretti e tanti altri.Per tutte le recite di Tosca saranno proiettate nel foyer le immagini più significative della manifestazione.Informiamo inoltre il  gentile pubblico che i cambi di scena tra il secondo e il terzo atto saranno effettuati “simbolicamente” a sipario aperto.Contro una campagna diffamatoria che vuole far apparire il mondo dello spettacolo come quello di una categoria di privilegiati,vogliamo mostrare a tutti il lavoro, spesso nascosto, dei tecnici e dei lavoratori che insieme alle masse artistiche hanno consentito la storia del Teatro di San Carlo.

Fiduciosi nella vostra solidarietà,vi ringraziamo e vi auguriamo un buon ascolto…

 

San Carlo, protesta alla prima: sipario alzato sui cambi di scena - 26/10/2005 Corriere del Mezzogiorno

Sette minuti di ritardo e inizio a sorpresa per la prima rappresentazione della «Tosca» di Puccini nell’edizione Fassini a firma di Joseph Franconi Lee, ieri in scena con successo al San Carlo direttamente con il turno B dopo l’annullamento della prima causato dallo sciopero nazionale contro i tagli al Fus previsti in Finanziaria. E’ infatti a bruciapelo e a sipario appena alzato sul primo atto che una corista del Teatro, in rappresentanza della Rsu aziendale e delle organizzazioni sindacali, affiancata dagli altri artisti in costume, ha letto a sorpresa dinanzi al pubblico un commosso appello con il quale, andando ad ingrossare il fiume delle proteste di questi giorni, si è voluto informare anche gli spettatori e chiedere «attenzione e sensibilità» ad enti locali e alla sindaca-presidente per le sorti della Fondazione lirico - sinfonica napoletana. Senza precedenti, quindi, la proiezione nel foyer delle scene della manifestazione del 14 per tutte le recite di «Tosca» e, soprattutto, la risoluzione dei cambi di scena a vista – dunque simbolicamente a sipario aperto - fra secondo e terzo atto dell’opera «per mostrare a tutti – ha spiegato la corista - il lavoro spesso nascosto dei nostri tecnici di palcoscenico e dei lavoratori che insieme alle masse artistiche hanno consentito la gloriosa storia del Teatro di San Carlo».

Paola De Simone


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categorie: comunicati
Proud Opera-Mom of Pietro Spagnoli