Ha da passà 'a nuttata

I "Milionari" del Teatro di San Carlo di Napoli
mercoledì, 26 aprile 2006

MANIFESTAZIONE A PALERMO DEL 30 APRILE 2006

Domenica 30 Aprile ore 20.00  presso ingresso principale Teatro Massimo

 

concerto lirico-sinfonico

 

“…per sensibilizzare l’opinione pubblica e le forze politiche sulle problematiche sofferte dal settore musica e spettacolo a seguito del gravoso taglio ai finanziamenti pubblici.” 

 

Con la partecipazione straordinaria dei musicisti delle fondazioni liriche ed enti di tradizione musicale italiani.

 

La cittadinanza e le forze politiche sono invitate.

COMUNICATO dei LAVORATORI

 

 

I lavoratori del teatro Massimo di Palermo, da mesi in lotta per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per il futuro del teatro, indicono per il giorno 30 APRILE 2006 (ore 20.00) una manifestazione-concerto pubblica, che si terrà davanti al teatro stesso.

Il contributo artistico e professionale offerto dai colleghi delle altre fondazioni lirico-sinfoniche presenti alla manifestazione, sottolinea l’interesse nazionale all’evento, e le conseguenti considerazioni rivolte alle segreterie sindacali nazionali, e al nuovo Esecutivo che si appresta a governare il paese:

 

Il ripristino immediato dei finanziamenti pubblici attraverso il reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo, condizione minima e necessaria alla sopravvivenza della cultura musicale.

 

Una decisa modifica nei criteri di nomina delle figure apicali, chiamate ad amministrare i teatri, che consideri prioritariamente ed inequivocabilmente l’attitudine e  l’ idoneità professionale, requisiti indispensabili per una gestione idonea e virtuosa. I parametri primari della buona gestione non potranno prescindere da: quantità e qualità degli spettacoli, mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi, pareggio di bilancio, spese artistiche e di allestimento “sensate”, triennalità (almeno!!) dei progetti artistici, responsabilità personale e “partecipata” degli amministratori, ove inadempienti.

 

Contestualmente al ripristino dei finanziamenti, riteniamo imprescindibile l’abrogazione immediata del famigerato emendamento Asciutti contenuto nella legge n. 30/2005, e del blocco delle assunzioni successivamente stabilito dalla legge finanziaria.

Tale abrogazione integrale è, secondo noi, condizione irrinunciabile per l’avvio di qualunque discussione o trattativa, relativa sia al rinnovo del CCNL che alla riforma del settore. Il rinnovamento contrattuale e legislativo da tutti auspicato, non potrà avere alcuna concreta aspettativa di vita senza un effettivo (non formale) coinvolgimento di tutti gli interessati, e tra questi sarebbe esiziale trascurare “il soggetto” che da anni denuncia diseconomie e sprechi.Invitiamo:

 

 I gruppi parlamentari della nuova maggioranza ad attivarsi in tal senso con urgenza, attraverso una consultazione ampia, che tenga in debito conto anche le più larghe forme di rappresentanza formatesi nei teatri di recente. Si richiede inoltre l’esonero di tutti gli amministratori che hanno prodotto voragini di debito causati dalla loro palese incapacità gestionale, e si richiede infine di abbandonare per sempre il criterio delle “promozioni rotative” da un teatro all’altro, che ha consentito a personaggi validi per i “salotti buoni” di essere pessimi amministratori di teatri lirici!... Le segreterie sindacali nazionali a non aprire alcuna trattativa senza aver ampiamente e preventivamente consultato i lavoratori, e soprattutto non prima che sia stato rimosso l’emendamento su citato, pessimo esempio di autoritarismo lesivo della libertà democratica contrattuale, e pregiudizievole per l’intero sistema di relazioni, ma anche per la strutturazione di ciascun teatro basata su equilibri delicati, costituiti e retti dalla contrattazione nazionale ed aziendale condotta negli anni, e col concorso eguale delle parti!

 

I sindaci-presidenti ed i consigli di amministrazione proiezione della politica, a garantire il legame diretto tra gestione della cosa pubblica e  riscontro sistematico con la collettività.

 

Diamo per scontato che nella volontà politica del nuovo governo vi sia l’obiettivo della salvaguardia della cultura e dell’identità del paese, di cui il teatro musicale costituisce un segmento strategico come risorsa di crescita civile e spirituale, individuale e collettiva; come risorsa occupazionale; come risorsa economica integrabile, (con punte di massima eccellenza) al turismo, all’utenza dei musei, al patrimonio architettonico e monumentale del bel paese.

I lavoratori e molti cittadini si aspettano una chiara riconferma dell’impegno dello stato per la valorizzazione e la salvaguardia di tale patrimonio, costituito nel caso della musica, primariamente dalla formazione e dalla professionalità acquisita dagli artisti con enorme sacrificio.


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venerdì, 21 aprile 2006

Clamoroso fattaccio al Teatro San Carlo di Napoli

Vi consiglio la lettura di questo post , troppo forte !!!

http://commentiinsensati.blog.tiscali.it/wd2549365/


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martedì, 18 aprile 2006

L’APPELLO DELLE FONDAZIONI LIRICHE

«Al governo chiediamo soldi per la musica»

Il Mattino 18/04/2006

Andrea Santini Passate le elezioni, si alzano le invocazioni d'aiuto delle fondazioni lirico-sinfoniche per fermare la cris che ha costretto numerosi teatri a rinunciare a parte della programmazione a causa degli tagli al Fus, il Fondo unitario dello spettacolo. «Nel programma della coalizione di centro-sinistra - dichiara Gioacchino Lanza Tomasi, sovrintendente del San Carlo di Napoli (si fa il suo nome come possibile sottosegretario al ministero per i Beni culturali) - si parla del reintegro dei finanziamenti statali al Fus ai livelli previsti nel 2001: questo ci aspettiamo, come misura immediata, dal nuovo Governo. E forse è necessario portare avanti un'indagine su come viene gestita la musica in Europa, al fine di comprendere eventuali errori. Io non credo che la musica in Italia sia mal gestita, il problema è che nel 2006 c’è stato un aggravio di debito causato da ciò che è venuto a mancare con la Finanziaria». E Maurizio Pietrantonio, sovrintendente a Cagliari: «Dal prossimo Governo non ci aspettiamo solo i fondi, ma una riforma normativa, una legge quadro sulle fondazioni. L'attenzione da parte del Governo deve essere immediata, perché la situazione odierna non ci permette di affrontare il 2007». Infine, Francesco Giambrone, sovrintendente della fondazione Maggio Musicale Fiorentino: «Abbiamo bisogno di un ministro forte e competente che sappia di cosa si sta parlando e che rappresenti un interlocutore vero per il mondo della cultura. Le risorse riservate allo spettacolo dal vivo devono tornare alla quota del 2001».


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giovedì, 13 aprile 2006

1° Maggio Milano

Euro Mayday con tutti i lavoratori e precari dello spettacolo.

1° maggio Milano Porta Ticinese ore 15 con il carro dei lavoratori autorganizzati dello spettacolo

DAL BLOG DEI LAVORATORI DELLA SCALA

Non che le cose siano inevitabili, semplicemente sono. L’inevitabile è – di solito- qualcosa che abbiamo deciso di non evitare.
L’esercizio del potere affonda le sue radici proprio in questo principio. Il potere si maschera di destino, sostiene di essere eterno, (inevitabile) e molta gente scende dalla speranza come se questa non fosse altro che uno stanco ronzino che ormai non porta da nessuna parte.
Il potere identifica prezzo e valore. Dimmi quanto ti pagano e ti dirò quanto vali.
Ma ci sono valori che vanno al di là di qualsiasi quotazione di mercato. Non ci sono compratori, perché non sono stati messi in vendita. Restano fuori dal bancone, e per questo, riescono a volte a sopravvivere.
Caparbiamente vivi, questi valori sono l’energia che muove i muscoli segreti della società civile. Provengono dalla memoria più antica e dal più antico senso comune.
Ma questa società che ci siamo creati a nostra immagine e somiglianza, questa nostra civiltà del si salvi chi può e del ad ognuno il suo, malata di amnesia, sembra avere smarrito il senso comunitario, che sarebbe poi il padre del senso comune.
Credo non esista, almeno entro i confini del campo artistico, un ordine più fortemente stratificato che quello trovabile all’interno dei teatri lirici. Di tutti i teatri lirici italiani. Qui in vigore non è quella rigida gerarchia del talento, di cui si lamentava Süskind né Il contrabbasso, ma la tragica e a volte comica strategia del potere, quello grande e quello spicciolo, quello inevitabile e quello del quale si potrebbe fare a meno semplicemente rinunciando a perpetuare un vecchio disegno di meschinità collettiva.
Tranne in pochi casi, all’apice della piramide, l’individuo cessa nella sua funzione di individuo per fare spazio alla potenzialità della sua rappresentanza. C’è chi fa costanti prodigi di agilità dorsale (Le parole sono di Cyrano de Bergerac) pur di assicurarsi un proprio pezzo di paradiso, che tradotto in soldoni altro non è che un posticino al caldo dal quale far subire ai sottoposti quello che una volta qualcuno ha fatto subire a lui.
Non è questo il principio fondante di quella aberrazione casermaria che prendeva il nome di nonnismo?
E tranne qualche momento di esaltata fratellanza da opporre ai pericoli provenienti dall’esterno, una generalizzata diffidenza sembra contrapporre in fazioni i membri di una piccola comunità per la quale il rimanere insieme sarebbe invece quasi una condizione sine-qua-non alla propria sussistenza.
Eppure questa unità è stata - in un passato recente – la forza con la quale si è riusciti a scalfire la corazza di un potere che sembrava imbattibile.
E perfino all’interno della Scala è sembrato prendere forza un sentimento che in qualche modo inneggiava ad una unità di sforzi e di valori in difesa di qualcosa che stava a tutti a cuore.
E sono volate parole che facevano ben sperare, perché si parlava della salvaguardia di un bene che ciascuno considerava proprio ed anche dell’altro.
Cum-panis. Mangiamo dello stesso pane, quindi sei mio fratello. Al di là delle logiche di mercato, della busta paga, della tua precarietà o delle mie certezze, del mio poco a poco e del tuo un tanto all’etto.
Compagno. Compañero. Compagnons des mauves jours…
Ma a volte basta poco per mandare in frantumi qualche secolo di metafisica della solidarietà.
Succede, per esempio, con l’avvicinarsi della prova generale di un’opera qualsiasi. Di qualsiasi prova generale. Ecco che una sorta di guerra, intestina e casalinga, (di vecchia memoria, quindi inevitabile) per la distribuzione o la spartizione dei biglietti d’invito, prende all’improvviso avvio.
Patapùm.
In un attimo cade nel dimenticatoio ogni appello all’unità di tutti per la difesa del bene comune.
E’ roba di poco conto, d’accordo, e poi abbiamo tutti la bandiera della pace sul balcone, e nessuno si strapperà le vesti per un biglietto non arrivato o disperso chissà dove, ma sono proprio i piccoli gesti quotidiani a dare corpo all’andatura che ci fa muovere ( ed andare) nella vita.
E’ così risorgono, quasi dal nulla, le vecchie logore categorie, in inevitabili discussioni lungo i corridoi; le prese di posizione, la divisione classistica e spettinata degli essere umani in detentori o meno di diritti in base a codici e codicilli che farebbero un baffo al manuale Cencelli della politica nostrana.
In epoche remote, proprio all’alba dei tempi, quando eravamo le bestiole più vulnerabili dell’intera zoologia terrestre, quando non andavamo al di là della categoria di pasto facile alla tavola dei nostri voraci vicini , siamo stati capaci di sopravvivere, contro ogni previsione, perché siamo stati capaci di difenderci e di condividere le risorse. Oggi, sarebbe proprio il momento di ricordare quelle vecchie lezioni del senso comune.

Qual è la parola più ascoltata e più pronunciata al mondo, in quasi tutte le lingue? La parola Io. Io, io, io. Ma uno studioso delle lingue indigene americane, Carlos Lenkersdorf, ha svelato che la parola più usata da alcune comunità indigene precolombiane, quella che sta al centro del loro dire e vivere, quella che ha permesso loro di sopravvivere in un mondo che cercava di annientarli è la parola Noi.
Nel Chiapas, noi si dice Tik.
Forse è arrivato il momento di imparare a pronunciarla, questa parola. Tik. Tik. Tik.

Danilo Fernàndez       http://lavoratoriscala.splinder.com/                                                                               


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sabato, 08 aprile 2006


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PREMIO ABBIATI

IL MATTINO 8/4/2006

Ben quattro riconoscimenti del Premio Abbiati, assegnati ogni anno dalla critica musicale italiana, sono andati al San Carlo. Innanzitutto il premio alle scene, di Giulio Paolini, e ai costumi, di Giovanna Buzzi, per «La Valkiria» (proposta nella stagione 2004/05). «Sono particolarmente felice per questi riconoscimenti», commenta il sovrintendente Lanza Tomasi, «che premiano il modo nuovo di proporre gli allestimenti. L’unione della grande opera con i più famosi artisti è la nostra carta di presentazione». Ai due riconoscimenti si aggiungono quello per il festival internazionale di musica sacra «Anima Mundi» a Pisa, inaugurato dall'orchestra e il coro del San Carlo con le «Cantate per San Gennaro» di Paisiello e Cimarosa nella revisione di De Simone, e il premio speciale a «Elegy for young lovers» di Hans Werner Henze, coprodotto dal San Carlo e dal teatro delle Muse di Ancora, in un allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi.

http://www.criticimusicali.it/html/modules/news/article.php?storyid=25


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mercoledì, 05 aprile 2006

FRATELLI DI TAGLI...

Vi invitiamo a visitare il sito dei lavoratori della Scala , troverete un bel messaggio di solidarietà da parte delle Rsa verso i precari del Massimo di Palermo

Il Sottoscala http://lavoratoriscala.splinder.com


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lunedì, 03 aprile 2006

Decreto Buttiglione contenimento costi

Gazzetta Ufficiale N. 73 del 28 Marzo 2006

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
DECRETO 28 febbraio 2006
Disposizioni in materia di coordinamento delle fondazioni lirico-sinfoniche.
IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive
moditicazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n.
173;
Visto il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 e successive
modificazioni, ed in particolare l'art. 19;
Vista la legge 21 maggio 2004, n. 128, di conversione del
decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, ed in particolare l'art 2, comma
3-ter;
Vista la legge 31 marzo 2005, n. 43, di conversione del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, ed in particolare l'art. 3-ter,
comma 2;
Considerato che il perseguimento del fine del contenimento o della
riduzione delle spese di gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche
esige piena cognizione da parte della Amministrazione vigilante dei
costi dei singoli elementi della produzione, e postula specifici
interventi di riproporzionamento di valori di costo;
Ritenuta la necessita' di raccogliere dati relativi, in
particolare, alle scritture artistico-professionali;
Sentite le fondazioni lirico-sinfoniche;
Decreta:
Art. 1.
Conferenza dei sovrintendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche
1. Il Dipartimento per lo spettacolo e lo sport promuove il
costante collegamento fra le fondazioni lirico-sinfoniche, nel loro
insieme o per gruppi individuati per zone geografiche o specifici
progetti comuni.
2. I sovrintendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche coordinano i
programmi e la realizzazione delle attivita' al fine di assicurare
economie delle risorse di settore e una maggiore offerta di
spettacoli e sono a tal fine riuniti in conferenza, presieduta dal
Capo del Dipartimento per lo spettacolo e lo sport che la convoca,
anche per gruppi di fondazioni, per garantire la maggiore diffusione
in ogni ambito territoriale degli spettacoli, specie tra il pubblico
giovanile, l'innovazione, la promozione di settore con ogni idoneo
mezzo di comunicazione, il contenimento e la riduzione del costo dei
fattori produttivi, anche mediante lo scambio di spettacoli, di
singoli corpi artistici e di materiale scenico, e la promozione
dell'acquisto o la condivisione di beni e servizi comuni al settore,
anche con riferimento alla nuova produzione musicale. Alla conferenza
partecipa il direttore generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport
e possono essere invitati anche i direttori artistici e/o
amministrativi delle fondazioni.
Art. 2.
Banca dati della musica lirica
1. Le fondazioni lirico-sinfoniche trasmettono al Dipartimento per
lo spettacolo e lo sport, ai sensi dell'art. 19, comma 3, del decreto
legislativo 29 giugno 1996, n. 367, dati concernenti:
a) i costi del personale dipendente;
b) gli elementi caratterizzanti gli allestimenti di opere
liriche, le loro condizioni di utilizzazione tecnica e legale, i loro
costi;
c) i costi delle scritture artistico-professionali ordinate per
classi di esperienza e valore artistico degli scritturati;
d) i costi derivanti dalle collaborazioni e consulenze
professionali, ivi incluse quelle di cui all'art. 13, comma 2, del
decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367;
e) i costi derivanti dal funzionamento degli organi
istituzionali;
f) la disponibilita' di costumi, di materiale vario e di archivi
musicali;
g) l'afflusso di pubblico;
h) dati sul materiale del quale si intenda disporre la
distruzione, che non potra' comunque essere avviata se non trascorsi
sessanta giorni dalla comunicazione.
2. Con provvedimento del direttore generale per lo spettacolo dal
vivo e lo sport, sentita la conferenza di cui all'art. 1, sono
stabilite le modalita' di trasmissione e le responsabilita' connesse
allo sviluppo ed all'aggiornamento della banca dati della musica
lirica, anche per la messa a disposizione dei dati raccolti a
soggetti qualificati ove consentito dalla legge.
Art. 3.
Contenimento dei costi
1. Le fondazioni lirico-sinfoniche sono tenute a:
a) a decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto,
sottoscrivere contratti omnicomprensivi di scritture artistiche per
cantanti, direttori di orchestra, registi, scenografi, costumisti,
lighting designers, assistenti alla regia, alle scene ed ai costumi,
per importi non superiori ai valori massimi indicati, per classi di
esperienza e valore artistico degli scritturati, nella tabella di
regolamentazione dei compensi delle scritture
artistico-professionali, di seguito denominata «tabella», allegata al
presente decreto e che ne costituisce parte integrante. Gli importi
previsti da contratti relativi al periodo successivo al 1° luglio
2006, eventualmente gia' sottoscritti alla data di entrata in vigore
del presente decreto, superiori ai valori massimi previsti dalla
tabella, sono conseguentemente rideterminati;
b) contenere nel triennio 2006-2008 il valore medio dei costi
totali derivanti dalle collaborazioni e dalle consulenze
professionali, anche se previste in pianta organica approvata,
incluse quelle di cui all'art. 13, comma 2, del decreto legislativo
29 giugno 1996, n. 367, ad esclusione di quelle dell'area artistica e
tecnico-artistica, nella misura massima dell'80% rispetto agli
omologhi costi dell'anno 2005. In tale percentuale e' fissato il
costo massimo annuale ammissibile a decorrere dall'anno 2009;
c) contenere nel triennio 2006-2008 il valore medio dei costi
totali della produzione, esclusi quelli derivanti dal personale
dipendente, nella misura massima del 90% dell'omologo valore del
2005, ricorrendo, anche grazie ai dati desunti dalla banca dati della
musica lirica, ad allestimenti,
 CORPI ARTISTICI, costumi, materiali
scenici propri o gia' utilizzati da altre fondazioni
lirico-sinfoniche, da teatri di tradizione o omologhi organismi
esteri, nonche' a coproduzioni
. In tale percentuale e' fissato il
costo massimo annuale ammissibile a decorrere dall'anno 2009;
2. E' costituito, presso il Dipartimento per lo spettacolo e lo
sport, il comitato tecnico di valutazione, di seguito denominato
«comitato». Il comitato e' presieduto dal direttore generale per lo
spettacolo dal vivo e lo sport e composto da sei membri cosi'
individuati:
a) due sovrintendenti designati dall'Associazione nazionale delle
fondazioni lirico-sinfoniche (ANFOLS);
b) tre esperti designati dal coordinamento delle istituzioni
appartenenti al titolo III della legge 14 agosto 1967, n. 800;
c) un esperto nel campo dell'organizzazione teatrale e musicale o
nel campo dello spettacolo designato dal direttore generale per lo
spettacolo dal vivo e lo sport.
3. La partecipazione al comitato e' gratuita ed i suoi lavori si
svolgono con la presenza di almeno la maggioranza dei membri od anche
in via telematica tra questi. Il comitato viene rinnovato ogni due
anni ed i suoi membri possono essere confermati.
4. Il comitato esprime parere consultivo, su richiesta del
direttore generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport, in merito:
a) all'aggiornamento ed al perfezionamento della tabella, da
recepirsi con successivi decreti ministeriali;
b) alla verifica della corrispondenza dei contratti degli artisti
scritturati con le classi di esperienza e di valore artistico di cui
alla tabella, anche su richiesta dei sovrintendenti o dei
rappresentanti legali degli enti o delle istituzioni finanziate dallo
Stato;
c) alla predisposizione di schemi contrattuali tipo.
5. Il comitato esprime altresi' parere, su richiesta del direttore
generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport, in merito alle
scritture dei direttori di orchestra e dei solisti nella
concertistica, nonche' dei registi nella lirica, la cui eccellenza
sia universalmente riconosciuta, rappresentando punte assolute del
mercato mondiale per esperienza e maturita', cui applicare una
maggiorazione fino al 20% dei valori massimi indicati nella tabella e
non operare la riduzione del 50% della scrittura, ivi prevista, a
decorrere dalla seconda esecuzione.
6. Le prescrizioni di cui al comma 1, lettera a), si applicano
altresi' a tutti gli enti, gli organismi e le istituzioni musicali
e/o liriche finanziati dallo Stato, ai sensi e con le modalita'
previste dalle specifiche disposizioni contenute nella relativa
disciplina di settore.
7. I collegi dei revisori dei conti verificano il rispetto delle
prescrizioni di cui al comma 1, in particolare per quanto concerne la
sottoscrizione delle scritture artistico-professionali fornendo
tempestivi referti alla direzione generale per lo spettacolo dal vivo
e lo sport. I sovrintendenti sono tenuti a presentare alla direzione
generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport, entro il 31 gennaio
di ogni anno, una specifica relazione attestante, sotto la propria
responsabilita', la omnicomprensivita' dei trattamenti economici
relativi alle scritture artistico-professionali e l'elenco degli
artisti scritturati suddiviso secondo le classi di esperienza e di
valore artistico di cui alla tabella.
8. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b) e c) del presente
articolo non si applicano alla fondazione «Petruzzelli e Teatri di
Bari» fino al termine di cui all'art. 1, comma 5, della legge 11
novembre 2003, n. 310.
Art. 4.
Promozione del pubblico
1. Le fondazioni lirico-sinfoniche favoriscono:
a) offerta di biglietti a prezzo ridotto a decorrere da un'ora
prima di ogni rappresentazione, secondo proposte formulate in base
all'analisi dell'utenza;
b) facilitazioni per famiglie prevedenti l'ingresso gratuito per
i minori e una riduzione del prezzo del biglietto per almeno un
adulto accompagnatore;
c) riduzione del prezzo del biglietto da un minimo del 25% ad un
massimo del 50% per i giovani di eta' inferiore ai 26 anni;
d) facilitazioni per i disabili, tra le quali almeno un biglietto
gratuito per l'eventuale accompagnatore.
e) facilitazioni per gli ingressi alle manifestazioni
dimostrative e prove generali.
2. Le offerte e le facilitazioni di cui al presente articolo devono
risultare da idonea pubblicita' rivolta all'utenza, salvi gli
obblighi derivanti dall'art. 17, comma 1, lettera b), del decreto
legislativo 29 giugno 1996, n. 367.
Art. 5.
Dati di bilancio
1. Con provvedimento del Capo del Dipartimento per lo spettacolo e
lo sport, su proposta del direttore generale per lo spettacolo dal
vivo e lo sport, di concerto con i competenti uffici del Ministero
dell'economia e delle finanze, vengono impartite le necessarie
direttive e schemi cui si atterranno le fondazioni lirico-sinfoniche
in materia di rappresentazione dei dati dei conti consuntivi e dei
bilanci previsionali.
Art. 6.
Sanzioni
1. L'inosservanza di disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5,
ovvero la mancata adesione, qualora non adeguatamente motivata, ad
iniziative tese alla promozione di settore, alla condivisione di beni
e servizi comuni, allo stimolo alla nuova produzione musicale,
vengono valutate ai sensi degli articoli 17 e 18 del decreto
legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e configurano violazione di cui
all'art. 21 del decreto legislativo medesimo.
Roma, 28 febbraio 2006
Il Ministro: Buttiglione
Registrato alla Corte dei conti il 13 marzo 2006
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 180

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