Ha da passà 'a nuttata

I "Milionari" del Teatro di San Carlo di Napoli
martedì, 25 luglio 2006

LE DONNE ALLA GUIDA DEI TEATRI LIRICI

Manager della finanza, ex atlete, cantanti, editrici, imprenditrici, docenti universitarie. Tante donne provenienti da esperienze diverse, quelle scelte dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Francesco Rutelli, per i vertici dei maggiori enti lirici. Su 18 consiglieri di varie fondazioni lirico-sinfoniche, 11 sono signore con curriculum di tutto rispetto.
Per la prima volta, una "rappresentanza di genere" del 39% spetta agli uomini, mentre le donne sono il 61% ... Su 18 persone designate, 11 sono donne!
Rutelli ha indicato Evelina Christillin al Regio di Torino, Rosellina Archinto e Luigi Giraldi al Carlo Felice di Genova, Caterina Virdis Limentani e Gigliola Cinquetti all'Arena di Verona, Franca Coin, Giorgio Orsoni e Gigliola Zecchi alla Fenice di Venezia, Orazio Bobbio e Bogtan Kralj al Verdi di Trieste, Anna Majani e Federico Stame al Comunale di Bologna, Lula Sarchioni all'Opera di Roma, Antonello Arru e Gabriella Locci al Lirico di Cagliari, Geppina Gambardella e Rosita Marchesi al San Carlo di Napoli, Piero Violante al Massimo di Palermo.
Le scelte riguardano imprenditrici e manager, operatori ed organizzatori culturali e docenti universitari che avranno il compito, di contribuire all' innovazione e al consolidamento di un settore della cultura italiana di immenso valore ma che, negli anni passati, ''ha subito pesanti decurtazioni''

IL MATTINO 25/7/2006  LE SIGNORE DEL NUOVO CDA

Donatella Longobardi «Il San Carlo? Tentiamo». Geppina Gambardella, neoconsigliere d’amministrazione del teatro, ci crede. La signora è moglie di uno degli industriali di punta della città: Gianni Punzo. E anche lei, al fianco del marito, è da anni impegnata nella guida dell’Interporto. Ma di lirica e dei problemi del teatro confessa di saperne poco. Ora entra nel cda come rappresentante del ministro dei Beni Culturali, Rutelli. «Sono pronta a dare una mano, vediamo i problemi e cerchiamo di risolverli», afferma lady Punzo che fino a ieri non aveva ancora ricevuto materialmente la nomina dal ministero. Entra nel cda del teatro, sempre su nomina ministeriale, un’altra signora napoletana molto in vista, Rosita Marchese, manager televisiva e produttrice, una lunga carriera alla Rai, poi a Stream e Sky come direttore di produzione e broadcasting e quindi direttore della piattaforma digitale terrestre satellitare per il calcio, nonché membro del cda della Film Commission Campania. Fiction, documentari e tecnologie, dunque. «Entrare in un’istituzione prestigiosa come il San Carlo è una bella soddisfazione, sono orgogliosa. E poi, dopo tanti impegni romani, sono felice di tornare a lavorare mia città», dice. In questi giorni in vacanza nei mari del Nord, la Marchese non si nasconde le difficoltà della gestione di un teatro afflitto dai conti in rosso come tante altre Fondazioni liriche dopo i ripetuti tagli governativi al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. «La situazione è complessa - riflette - e va affrontata con impegno e serenità. Pubblico o privato? Non credo che esista una ricetta unica, bisogna saper governare e coniugare i due aspetti». Di una cosa però la manager è certa: «Il San Carlo ha bisogno del pubblico per garantire un’offerta di qualità, ma ci sono possibilità di inserimento di nuovi sponsor che vanno verificate, anche al di là dell’ambito cittadino e regionale. Certo, bisogna saper riprendere la progettualità, il compito è impegnativo». Ma di fronte alle difficoltà non si spaventa neppure la signora Punzo che, prima di accettare, naturalmente ne ha discusso in famiglia: «Tempo fa mi telefonò Riccardo Villari proponendomi l’incarico. Gli chiesi un po’ di tempo per riflettere e ne parlai con mio marito». E lui? «Mi ha lasciata libera di scegliere, dicendomi che per me sarebbe stata una cosa piacevole, il San Carlo è la più importante istituzione culturale cittadina e va supportato». La signora ha parlato del San Carlo anche con il ministro Rutelli, sabato a Ceppaloni, dove si sono incontrati in occasione del matrimonio del figlio del ministro Mastella. «In effetti - spiega - il nostro è stato più che altro un pour parler, era la prima volta che ci incontravamo. Mi ha spiegato che intendono dare al teatro un’impostazione più vicina alla gente comune, non farne solo un luogo per un pubblico di élite. Io stessa non sono una frequentatrice assidua del Lirico, mi è capitato di andare a qualche “prima” con mio marito, però non sono un’esperta né una melomane. E anche il mio lavoro è lontano dal mondo dello spettacolo, mi interesso di tutt’altro. Però sono pronta a dare una mano, anche a Rutelli ho ribadito la mia disponibilità e già mi sto calando nel problema per vedere cosa fare. È una bella sfida».


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venerdì, 21 luglio 2006

COMUNICATO DEL 17 LUGLIO DEL COMITATO PER LO SPETTACOLO

Si è riunito ieri, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, il Comitato per i problemi dello spettacolo presieduto da Elena Montecchi, Sottosegretario con delega su questa materia. Il Comitato ha approvato la proposta di suddivisione tra i settori dello spettacolo italiano dello stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro a favore del Fondo Unico dello Spettacolo, reperiti con il decreto-legge n. 223 del 2006.
"Con questo stanziamento - dice il Sottosegretario Montecchi - si è voluto incrementare le risorse destinate allo spettacolo, pesantemente tagliate negli anni precedenti. Si tratta di risorse che devono essere orientate alla produzione, non alle spese di gestione o ai costi fissi delle istituzioni". "Dall'associazionismo dello spettacolo - prosegue - ci è stato chiesto di investire, ma anche di investire meglio. Bene, cominciamo da adesso, con una ripartizione nuova e più equa".
"Un riparto - dice ancora Montecchi - che deve ispirarsi a un criterio di solidarietà: solidarietà verso quei settori, come la danza e la prosa, che più di altri sono stati penalizzati dalle passate amministrazioni. Abbiamo quindi messo a punto un'inversione di tendenza rispetto alle rigide e vecchie aliquote sin qui operanti: questi 50 milioni di euro faranno tirare un sospiro di sollievo allo spettacolo".
La ripartizione dello stanziamento integrativo è stata quindi così stabilita:
Fondazioni lirico-sinfoniche
€ 18.000.000
Attività Cinematografiche
€ 8.500.000
Attività di Prosa
€ 12.750.000
Attività Musicali
€ 9.650.000
Attività di Danza
€ 1.100.000

MiBAC - Ufficio Stampa

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sabato, 01 luglio 2006

Il Fus riavrà 150 milioni per il triennio 2006-2007
iI messaggero 1/7/2006


Il vicepremier e ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, ha ottenuto, per ripianare parzialmente i tagli subiti dal Fus, 50 milioni di euro l’anno per il triennio 2006-2008. «Ringrazio il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia ha detto . Le risorse per lo Spettacolo saranno accolte con piacere dal teatro, dalla musica, dal cinema e della danza. Ma bisogna sempre tenere presente, assieme al graduale ripristino dei fondi, la necessità di una riforma e la riduzione degli sprechi, due obiettivi sui quali ci confronteremo con tutte le realtà interessate». Un primo incontro con le associazioni sarà il 6 luglio. Quanto ai criteri per l' assegnazione dei fondi appena riacquisiti: «Vedremo, studieremo la situazione. Terremo conto delle emergenze ma anche delle priorità». «I fondi aggiuntivi ha precisato il Sottosegretario, Elena Montecchi non andranno a ripianare i debiti, ma serviranno a rendere più produttivi certi settori e a meglio promuovere le attività della cultura italiana all’estero. Ci responsabilizzano in maniera precisa,circa i criteri di assegnazione e utilizzazione».
«Ogni euro speso per la promozione della lingua e della cultura italiana è un investimento, ovvero un’azione in grado di produrre un effetto moltiplicatore in termini di interesse e di competitività del nostro Paese all’estero». ha detto il presidente della commissione cultura della Camera, Pietro Folena, all' Università per stranieri di Perugia, all’apertura della conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura. A Milano, infine, l’annuncio che la Provincia verserà alla Fondazione Scala 5 milioni e 200 mila euro, prima tranche dei 10 milioni e 500 mila che occorrono per entrare nel Cda del teatro


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