Ha da passà 'a nuttata

I "Milionari" del Teatro di San Carlo di Napoli
sabato, 08 dicembre 2007

"chi si loda s'imbroda"

Lissner: "Qui va in scena la schizofrenia" La Repubblica

"Siamo i migliori, ci vuole una legge di riforma che riconosca alla Scala il ruolo che ha, come accade a Vienna e Londra"

di Paolo Zonca 

Stephane Lissner

Dopo un mese di trattative, dibattiti, minacce di scioperi e di contestazioni, la "prima" della Scala è salva, e stasera il sipario si alza sul Tristan und Isolde di Wagner. Una vittoria importante, certo, per il sovrintendente Stéphane Lissner, che ha gestito la crisi della Scala con moderazione. Ora, però, comincia per lui una doppia partita: da una parte c´è la discussione sul contratto integrativo aziendale, che inizierà il 17 dicembre. Dall´altra c´è una sfida ancora più importante: quella di ottenere dal ministero il riconoscimento della Scala come teatro nazionale.
«Quanto è accaduto in queste settimane solleva un interrogativo: siamo sicuri che tutte le fondazioni sono uguali? Non credo» dice Lissner. «A chi vengono fatte richieste per tournée in tutto il mondo? Alla Scala. Chi ha aumentato la produttività passando da 160 a 273 recite a stagione in pochi anni, quando altri teatri sono fermi a 100? La Scala. Chi ha oltre 450 mila spettatori? Chi può realizzare uno spettacolo come quello che va in scena stasera? A questo punto è necessario fare una riflessione seria su quale potrà essere il futuro di questa istituzione».
Il primo ostacolo è la Legge Asciutti, che le ha impedito di trattare l´integrativo e impone il blocco delle assunzioni.
«È una legge che pone dei vincoli. Tutta la vertenza mette in luce che la Scala non ha potuto rispondere con autonomia alla crisi. La modifica dell´Asciutti può essere un primo passo, ma non basta».
A cosa sta pensando?
«Ci vuole una legge di riforma che riconosca alla Scala il ruolo di teatro nazionale, come accade all´Opera di Vienna, al Covent Garden, come è successo in Francia per il Théatre d´Europe. Non pretendo che si faccia subito: ci vuole del tempo, almeno quattro o cinque anni, e io sono a Milano da due e mezzo. Nel passato ci hanno provato Ghiringhelli, Badini, Fontana. Ci sto provando anch´io. Forse ci riuscirà il mio successore. Mi piacerebbe che fosse un regalo per il 2011, per i 150 anni dell´unità d´Italia. Ma una cosa deve essere chiara: un giorno sarà troppo tardi per questo teatro».
Lei si è molto speso presso il ministero, e il 10 dicembre si discuterà a Roma un testo di modifica della legge. Non ha paura delle lungaggini burocratiche, dei ritardi?
«Il ministero ha preso un impegno, e io mi fido. Penso che entro dicembre sarà cambiata. Se questo non accadesse, la Scala finirebbe in un pericoloso "cul de sac"».

In questo caso si dimetterebbe?
«Non sono abituato a usare il ricatto: non dico, o ottengo questo, o me ne vado. Certo, però, si creerebbero grossi problemi».
La sospensione dei contributi della Pirelli può creare difficoltà finanziarie al teatro?
«Sono molto pragmatico: si tratta di 2,7 milioni di euro in meno per il 2008. La differenza andrà coperta con altri sponsor. Intanto c´è una buona notizia: l´azienda Mapei entra come socio fondatore con 5,2 milioni di euro per quattro anni. Ne troveremo altri. C´è chi pensa che ci sia disinteresse per la Scala: non è così. Non mi sento solo: il consiglio di amministrazione mi dà supporto, e a Roma ho trovato la corretta attenzione».
La vertenza degli ultimi giorni ha minato l´unità del teatro?
«Si è creata una certa schizofrenia: gli orchestrali che contestano sono gli stessi che poi suonano Wagner benissimo, e lo dice anche Barenboim. Io quella schizofrenia vorrei diminuirla. Soprattutto credo che si debba evitare che una parte del teatro si accanisca contro l´altra, che gli uni pensino che solo altri siano privilegiati».
Nell´assemblea di martedì, c´è chi ha proposto che il 7 dicembre sia tolto dal calendario sindacale. È d´accordo?

«Non dico né sì né no, ma la presenza del 7 dicembre ha qualcosa di deviante e danneggia le relazioni sindacali. Invece dovrebbe essere semplicemente un inizio di stagione. In un rapporto adulto tra teatro e lavoratori si potrebbe decidere insieme che è un´arma di pressione che non giova a nessuno».
Cosa pensa della protesta con il lutto al braccio?
«In un mondo dove ci sono tante morti dolorose, mi sembrerebbe di cattivo gusto. Spero che decidano di non farlo».

(07 dicembre 2007)

 


postato da: napoliopera alle ore 21:27 | link | commenti (7)
categorie: rassegna stampa

Commenti
#1    09 Dicembre 2007 - 19:16
 
Salve, faccio questo intervento per farvi sapere che ho creato un account per entrare e scrivere commenti o interventi sul nostro forum dell'Opera per entrare è sufficiente scrivere: sancarlo, sul nick e : sancarlo come password, se alla fine volete scrivere il nome è una vostra scelta altrimenti verrà firmato semplicemente sancarlo, per distinguere l'interventi provenienti da Napoli, in una situazione come questa dove si discute della modifica alla legge 43bis, al rinnovo del contratto nazionale, sulla legge finanziaria uno scambio di opinioni e collaborazione tra i lavoratori appartenenti alla stessa categoria crea sicuramente un'unita che può essere solo che a nostro vantaggio. Vi aspetto sul forum, ci siamo organizzati anche per entrare e scrivere sul vostro blog e per distinguerci da Roma la firma sarà: forumopera... dunque a presto!
l'amministratore
Cirulli Giovanni.
(macchinista da 30 anni!)
http://www.turboweb.it/@forumopera
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#2    10 Dicembre 2007 - 09:44
 
ok,lo faremo al più presto!
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#3    12 Dicembre 2007 - 23:03
 
cari colleghi del san carlo volevo comunicarvi che all'opera di roma stiamo organizzando una sottoscrizione per le famiglie degli operai morti nel rogo delle acciaierie di torino, ho inviato la collaborazione a partecipare anche alla scala di milano, se volete unirvi con una sottoscrizione ed inviare i fondi raccolti tutti insieme... a rete unificate. potete darci notizia o fare interventi sul forum... grazie.
i colleghi di roma...
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#4    12 Aprile 2008 - 12:02
 
Ma che meraviglia questo "Ein Deutsches Requiem" diretto da Tate al San Carlo ieri sera. Purtroppo c'era poco pubblico e anche un po' freddino, ma io sono rimasto incantato. Ma voi del sito che fine avete fatto? Saluti Fabio
utente anonimo

#5    27 Maggio 2008 - 00:40
 
ALDO TIPALDI
Ai signori R.L.S. delle O.S.
UIL-COM / FIALS-CISAL / RDB-CUB del TEATRO dell'OPERA di ROMA Piazza Beniamino Gigli, 7 •00184-ROMA
Roma 20,05.2008
Egregi Signori,
come a Voi noto io, a far data dal 25 giugno 2007 e con un contratto d'assunzione a tempo determinato pluriennale, fui incaricato dal Sovrintendente di assumere una serie di responsabilità operative strettamente legate con il vostro ruolo di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza presso la Fondazione del Teatro dell'Opera di Roma. In seguito nel mese di marzo 2008, il medesimo Sovrintendente, con una decisione che sarà oggetto di chiarimenti nelle sedi più opportune, mi ha licenziato ritenendomi non idoneo per l'incarico assegnatemi di: Capo del Servizio Tecnico, Prevenzione e Sicurezza.
Tralasciando il merito della vicenda che resta squisitamente di natura privata con l’Amministrazione della Fondazione, mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione la necessità di tutelare la mia onorabilità, professionalità e deontologia riguardo ai mesi di collaborazione sviluppatesi, con la Fondazione, e conseguentemente con voi. In tal esercizio non posso esimermi dal riportarmi a taluni fatti e circostanze. Nel reciproco interesse e così come tante volte in passato, è importante fare chiarezza anche questa volta. Riconosco a tutti voi il merito di aver sempre prediletto il confronto e non tesi precostituite. Inoltre, sono certo della vostra capacità di valutare i risultati dell'attività da me svolta nell'interesse esclusivo della Fondazione e dei suoi lavoratori.
Evidentemente lo spirito d'abnegazione e l'impegno da me profuso non sono stati sufficienti per ottenere quei cambiamenti, nell'organizzazione del lavoro, da tutti invocati ma da pochi veramente voluti e sicuramente indispensabili per la "produzione ed il buon nome" del Teatro lirico della capitale d'Italia.
Questo settore del mondo del lavoro (soggetto di Diritto privato ma alimentato da fondi pubblici) può prestarsi particolarmente a logiche gestionali allegre e spesso allettanti. In quest'ottica, quindi, può anche tornare utile una situazione assolutamente appiattita e permanentemente in emergenza ai fini di qualche decisione non proprio legittima. Ovviamente a tal fine, la meritocrazia, la trasparenza degli appalti, la sicurezza dei lavoratori ed il rispetto delle norme più elementari (che io perseguivo) dovrebbero passare in secondo ordine, a condizione che non esista alcun funzionario zelante.
E' del tutto evidente che in un ambiente sì fatto, definito banalmente "non gestibile", il sottoscritto, responsabile di un Servizio nevralgico e trasversale con le agende di tutti gli altri settori della Produzione, potrebbe aver compromesso qualche equilibrio, viceversa, da tutelare al solo scopo di tacitare, di volta in volta, talune vicende sconvenienti.

Questa mia lettera alle SS.VV. è dovuta alla motivazione ufficiale del mio licenziamento. In tal senso, il Sovrintendente si sarebbe riportato semplicisticamente ed unicamente ad un'indicazione di "non gradimento" della mia persona da parte delle Q.S.. .....-..._..
Da quanto mi è dato sapere, e toccherebbe a voi smentirmi, così non è! Inoltre, ci sarebbe da chiedersi: da quando le O.S. di tutela dei lavoratori sono chiamate a decidere in sostituzione dell'Azienda? Addirittura auspicando il licenziamento di un lavoratore che ha il solo torto di aver lavorato troppo (e forse) troppo bene.
Più verosirnilrnente, potrebbe essere stato il mio non allineamento ad ispirare la decisione. Potrei non aver accettato tutte le responsabilità, spesso penali, che mi si addebitavano senza la necessaria autorità per esercitarle. Puntualmente, potrei aver cercato di restituire ai mittenti taluni carichi di responsabilità che fossero stati chiaramente riconducibili alle loro esclusive competenze.
Il licenziamento, a mio avviso, è dovuto a motivazioni di natura completamente estranea al merito professionale. Esse, piuttosto, sono riconducibili alla mia attività di contrasto nei confronti del più assoluto immobilismo, il tutto con la "negligente disattenzione" dei vertici della Fondazione. Le Direttive, infatti, erano volutamente confuse per mantenere sempre un atteggiamento autoreferenziale e, a dir poco, socialmente irresponsabile.
Io ho presentato una regolare domanda d'assunzione. Il curriculum, le referenze personali ed i titoli di studio sono stati valutati, sottoposti a parere legale ed accettati. I delicati compiti e gli assunti del mio ufficio non sono mai stati messi in discussione per inadempienze e negligenze o indicati come lesivi dell'interesse aziendale. Ho inutilmente chiesto di riconsiderare l'imbarazzante doppio ruolo, del sottoscritto, di controllato e controllore. Ancorché previsto dall'Ordinamento Funzionale interno; infatti, i ruoli di Caposervizio Tecnico (controllato) e Caposervizio Prevenzione e Sicurezza (controllore) in capo al medesimo funzionario, sono in netto contrasto.
Ciò detto per vostra opportuna conoscenza e nell'invitarvi a continuare la meritoria attività di R.L.S., egregiamente svolta nell'interesse dei lavoratori e di tutti i cittadini, sono a comunicarvi che mi è giunta notizia circa una vostra richiesta di chiarimenti inoltrata alla Sovrintendenza, sulla vicenda che mi riguarda e qui esposta.
Pertanto e come anticipato, per meglio impostare le argomentazioni a tutela dei miei diritti, vi chiedo di poter avere copia di tutti gli atti concernente le vostre iniziative in tal senso.
Ringraziando, saluto cordialmente.
Aldo Tipaldi
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente romaRDBcub

#6    18 Luglio 2008 - 19:33
 
A quando le anticipazioni del programma 08/09 del San Carlo? fabio
utente anonimo

#7    22 Ottobre 2008 - 22:49
 
Nasce il sito dedicato al Teatro San Carlo dove poter lasciare le proprie impressioni sugli spettacoli visti. Aiutaci nell'impresa con i tuoi commenti. Grazie

link: www.teatrosancarlo-tiamo.ilcannocchiale.it/
utente anonimo

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