| Teatro S. Carlo: Lanza Tomasi lascia |
| Dal 30 settembre prossimo |
| (ANSA) - NAPOLI, 11 SET -Gioacchino Lanza Tomasi rinuncia a proseguire la collaborazione con il commissario straordinario del San Carlo che scadra' il 30 settembre.Lo ha annunciato nel corso di un incontro pubblico. 'Il problema finanziario e' il punto cruciale della gestione commissariale del San Carlo che scade a febbraio - ha detto Lanza Tomasi - ed e' un problema che resta aperto, e una gestione commissariale di emergenza e' fatta di bruschezze. Non ci sono le condizioni perche' io continui la collaborazione'. |
| Napoli: Teatro S. Carlo commissariato |
| Rutelli, Provvedimento in attuazione della legge" |
(ANSA) - ROMA, 3 AGO - Il Ministro, Francesco Rutelli, ha nominato Salvatore Nastasi Commissario straordinario della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli. Il provvedimento - ha spiegato Rutelli - si e' reso necessario 'in attuazione delle disposizioni previste dalla legge 31 marzo 2005 n. 43. Tale atto conferma lo spirito di collaborazione con coloro i quali si sono adoperati per far conseguire a questa prestigiosa istituzione culturale il pareggio di bilancio gia' nel 2007'. |
NAPOLI - Salvatore Nastasi. commissario al San Carlo
ANGELO CAROTENUTO
SABATO, 04 AGOSTO 2007 LA REPUBBLICA, NAPOLI
Il neo commissario è lo stesso funzionario che ha detto sì a Napoli come sede del festival del teatro: "Sono ottimista"
Nastasi: "Farò come a Firenze"
Lanza Tomasi: "Nessuno spreco, ma tante approssimazioni"
Sciarelli: "Bisognerà puntare sulla qualificazione dei dipendenti, sono sicuro che si salveranno i posti di lavoro"
Il sovrintendente: "C´è stata più attenzione all´estero che in città Se un´azienda non produce abbastanza, o fallisce o deve vendere"
Il commissario che non ama le prime. «Non ci vado mai. Serate da vip. Non le frequento». Il commissario del San Carlo è lo stesso funzionario che ha detto sì a Napoli come sede del Festival del teatro. «Progetto meraviglioso». Salvatore Nastasi era alla guida della commissione giudicante. Gli piace partire da lì. «Se una città merita un evento del genere con un progetto come quello - dice - mostrandosi attiva e vivace, credo proprio che non abbia nulla da temere. Non ci saranno problemi. Sono ottimista», dice. È al mare. Rutelli in linea gli dà la notizia. Nastasi spezza le ferie e dopodomani è in teatro.
«Incontro Lanza Tomasi. Sarà un passaggio tecnico. Ma voglio entrare in punta di piedi. Come a Firenze».
Firenze, cioè il Maggio. Il suo precedente compito. «Non ho fatto tutto da solo. Lì il lavoro fu mio, del sindaco, del presidente della Provincia. Era interesse della città e dello Stato italiano risollevare il teatro. La stessa cosa vale per il San Carlo. Sono un funzionario dello Stato. Per me è un grande onore lavorare a Napoli, in un momento come questo, fatto di rapporti molto stretti con la sua cultura. Il ministro, come fece a suo tempo Buttiglione per Firenze, mi ha chiesto se ero disponibile. Ho detto sì».
È stato tre volte al San Carlo nella stagione scorsa. «Ho visto un bellissimo Candide, il Falstaff e il Werther. Nessuna sorpresa. Lanza Tomasi allestisce sempre stagioni di alto livello».
In Lanza Tomasi invece viene prima l´amarezza. «Se una città non risponde, diventa tutto più difficile: c´è stata più attenzione a livello nazionale e internazionale». Poi il rimpianto. «Abbiamo avuto continui tagli senza fondi sostitutivi. Ora eravamo sul punto di avere dei soci. L´azione del governo colpisce il cda nel momento in cui qualche luce sul piano finanziario si cominciava a intravedere», dice il sovrintendente del teatro. Lo sarà fino a lunedì, giorno del passaggio di consegne. Un´idea se l´è fatta: «Questa storia rientra in un quadro generale di rapporti non semplici fra Napoli e il governo».
Il governo amico di cui parlava la Iervolino in campagna elettorale. «Penso che il sindaco fosse convinto di aver scongiurato l´ipotesi - il pensiero di Lanza Tomasi - evidentemente non c´erano le condizioni». Ottimismo, però. «Non è una liquidazione. Se esistono problemi di tesoreria, credo che il governo interverrà, o farà pressioni perché qualcuno intervenga. Serve uno screening alla situazione amministrativa. La prima cosa da vedere è la tesoreria. Non c´è nulla fuori norma, non ci sono sprechi. Ma il San Carlo - continua il sovrintendente - andava verso questa situazione da due anni. Per rigidità. Per tante approssimazioni. Penso ai 2 milioni l´anno che si spendono per il fondo pensioni. All´epoca si pensava che fosse una faccenda statale, e che qualcuno avrebbe pagato. Ma se passano 9 anni e nessuno interviene, quel debito rimane. Nelle aziende si fanno i conti. Se una ditta non mette abbastanza merci sul mercato, o fallisce o deve vendere».
Nessuno schiaffo alla città. Così dice Arnaldo Sciarelli, commissario straordinario di Arcus, la società per lo sviluppo dell´arte, della cultura e dello spettacolo di cui è azionista il ministero dell´Economia: i diritti dell´azionista sono esercitati dal ministero per i Beni e le attività culturali. Sciarelli è napoletano.
Una scelta di Rutelli. Assicura: «Rutelli ama Napoli. Su questo punto non si discute. L´ha dimostrato anche con la decisione presa per l´assegnazione del Festival del teatro. Nessun affronto. Il ministero ha preso atto delle indicazioni del collegio sindacale. Ha preso atto delle banche lontane dal teatro. Ha preso atto dell´incapacità dei privati napoletani di occuparsi del teatro. Privati che, dopo le promesse, non mi risulta abbiano tirato fuori dei soldi». Nastasi, per Sciarelli, è l´uomo giusto.
«S´è già occupato del Maggio fiorentino. Non è un uomo di sinistra, dunque è pure una garanzia per l´opposizione. Viene da una famiglia di servitori dello Stato. Bisognerà puntare sulla qualificazione dei dipendenti, provare a ridurre i costi. Sono sicuro che si provvederà a tutelare i posti di lavoro, eliminando le spese inutili».
VIVA SILVIO....................
COMUNICATO
L’assemblea generale dei lavoratori della Fondazione Teatro di San Carlo, unitamente alla RSU e alle Segreterie Territoriali/Regionali ,
venuta a conoscenza delle proposte dell’ANFOLS in tema di CCNL,
CHIEDE CON FORZA
alle Segreterie Nazionali di rigettare qualsiasi forma di trattativa di rinnovo contrattuale se non preceduta dall’abrogazione della legge 43/2005
(emendamento “Asciutti”).
Napoli, 23 Novembre 2006
(ANSA) - ROMA, 1 OTT - Nella finanziaria c'e' una svolta per lo spettacolo: ci sono fondi per 600 milioni nel prossimo triennio per il Fus ,ha annunciato Rutelli. E' un fondo - ha spiegato il ministro - che era in calata costante: oltre ai 150 milioni gia' disponibili per il 2006, 2007 e 2008, ci saranno altri 100 milioni per il 2007, 150 milioni per il 2008 e 200 milioni per il 2009. Saranno destinati al teatro, alla musica, al cinema alla danza, umiliati in questi ultimi anni con tagli indiscriminati.
Manager della finanza, ex atlete, cantanti, editrici, imprenditrici, docenti universitarie. Tante donne provenienti da esperienze diverse, quelle scelte dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Francesco Rutelli, per i vertici dei maggiori enti lirici. Su 18 consiglieri di varie fondazioni lirico-sinfoniche, 11 sono signore con curriculum di tutto rispetto.
Per la prima volta, una "rappresentanza di genere" del 39% spetta agli uomini, mentre le donne sono il 61% ... Su 18 persone designate, 11 sono donne!
Rutelli ha indicato Evelina Christillin al Regio di Torino, Rosellina Archinto e Luigi Giraldi al Carlo Felice di Genova, Caterina Virdis Limentani e Gigliola Cinquetti all'Arena di Verona, Franca Coin, Giorgio Orsoni e Gigliola Zecchi alla Fenice di Venezia, Orazio Bobbio e Bogtan Kralj al Verdi di Trieste, Anna Majani e Federico Stame al Comunale di Bologna, Lula Sarchioni all'Opera di Roma, Antonello Arru e Gabriella Locci al Lirico di Cagliari, Geppina Gambardella e Rosita Marchesi al San Carlo di Napoli, Piero Violante al Massimo di Palermo.
Le scelte riguardano imprenditrici e manager, operatori ed organizzatori culturali e docenti universitari che avranno il compito, di contribuire all' innovazione e al consolidamento di un settore della cultura italiana di immenso valore ma che, negli anni passati, ''ha subito pesanti decurtazioni''
IL MATTINO 25/7/2006 LE SIGNORE DEL NUOVO CDA
Donatella Longobardi «Il San Carlo? Tentiamo». Geppina Gambardella, neoconsigliere d’amministrazione del teatro, ci crede. La signora è moglie di uno degli industriali di punta della città: Gianni Punzo. E anche lei, al fianco del marito, è da anni impegnata nella guida dell’Interporto. Ma di lirica e dei problemi del teatro confessa di saperne poco. Ora entra nel cda come rappresentante del ministro dei Beni Culturali, Rutelli. «Sono pronta a dare una mano, vediamo i problemi e cerchiamo di risolverli», afferma lady Punzo che fino a ieri non aveva ancora ricevuto materialmente la nomina dal ministero. Entra nel cda del teatro, sempre su nomina ministeriale, un’altra signora napoletana molto in vista, Rosita Marchese, manager televisiva e produttrice, una lunga carriera alla Rai, poi a Stream e Sky come direttore di produzione e broadcasting e quindi direttore della piattaforma digitale terrestre satellitare per il calcio, nonché membro del cda della Film Commission Campania. Fiction, documentari e tecnologie, dunque. «Entrare in un’istituzione prestigiosa come il San Carlo è una bella soddisfazione, sono orgogliosa. E poi, dopo tanti impegni romani, sono felice di tornare a lavorare mia città», dice. In questi giorni in vacanza nei mari del Nord, la Marchese non si nasconde le difficoltà della gestione di un teatro afflitto dai conti in rosso come tante altre Fondazioni liriche dopo i ripetuti tagli governativi al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. «La situazione è complessa - riflette - e va affrontata con impegno e serenità. Pubblico o privato? Non credo che esista una ricetta unica, bisogna saper governare e coniugare i due aspetti». Di una cosa però la manager è certa: «Il San Carlo ha bisogno del pubblico per garantire un’offerta di qualità, ma ci sono possibilità di inserimento di nuovi sponsor che vanno verificate, anche al di là dell’ambito cittadino e regionale. Certo, bisogna saper riprendere la progettualità, il compito è impegnativo». Ma di fronte alle difficoltà non si spaventa neppure la signora Punzo che, prima di accettare, naturalmente ne ha discusso in famiglia: «Tempo fa mi telefonò Riccardo Villari proponendomi l’incarico. Gli chiesi un po’ di tempo per riflettere e ne parlai con mio marito». E lui? «Mi ha lasciata libera di scegliere, dicendomi che per me sarebbe stata una cosa piacevole, il San Carlo è la più importante istituzione culturale cittadina e va supportato». La signora ha parlato del San Carlo anche con il ministro Rutelli, sabato a Ceppaloni, dove si sono incontrati in occasione del matrimonio del figlio del ministro Mastella. «In effetti - spiega - il nostro è stato più che altro un pour parler, era la prima volta che ci incontravamo. Mi ha spiegato che intendono dare al teatro un’impostazione più vicina alla gente comune, non farne solo un luogo per un pubblico di élite. Io stessa non sono una frequentatrice assidua del Lirico, mi è capitato di andare a qualche “prima” con mio marito, però non sono un’esperta né una melomane. E anche il mio lavoro è lontano dal mondo dello spettacolo, mi interesso di tutt’altro. Però sono pronta a dare una mano, anche a Rutelli ho ribadito la mia disponibilità e già mi sto calando nel problema per vedere cosa fare. È una bella sfida».
«Prevediamo, entro la prossima legislatura, di triplicare lo stanziamento destinato alla cultura, portandolo all'1% del Pil»: a dichiararlo è Nicola Bono, sottosegretario ai Beni e Attività Culturali, parlamentare di An e unico politico al vertice del Ministero che si è occupato di spettacolo per cinque anni. Tra le altre priorità per la prossima legislatura indicate da Bono, sul "Giornale dello Spettacolo", ci sono: la legge per lo spettacolo dal vivo; la riforma del Fondo unico dello spettacolo (Fus); la definizione di nuove norme per il coinvolgimento dei privati nel sostegno ai beni e alle Attività culturali; la revisione dei meccanismi costitutivi delle fondazioni liriche. Sui tagli al Fus, Bono è convinto che «a giugno, in sede di assestamento di bilancio, quando si andrà a rivedere la situazione dei settori più in difficoltà, vi sarà un recupero considerevole della parte mancante del Fus". A proposito delle critiche ricevute per questi tagli, il sottosegretario le definisce: ingenerose e in molti casi strumentali perché non si considerano i fondi extra Fus».
COMUNICATO STAMPA
In occasione dell'attivo unitario del Settore dello Spettacolo, indetto dalle sigle sindacali firmatarie del contratto nazionale per lunedì 20 febbraio presso il Teatro Regio di Torino, le artiste del Coro del Teatro Regio impegnate nello sciopero della fame contro la politica culturale dell'attuale Governo incontreranno i colleghi delle altre Fondazioni liriche, impegnati in tutta Italia in analoghe forme di lotta. Da questo incontro nascerà una sinergia nazionale che porterà la protesta mediante sciopero della fame a concatenarsi attraverso tutto il territorio, con adesioni simultanee nei vari teatri lirici italiani.All'attivo unitario, in programma alle ore 14 presso la Sala lirico del Teatro Regio, parteciperanno diversi esponenti del mondo politico e culturale oltre a numerose delegazioni di lavoratori provenienti da tutte le Fondazioni liriche italiane.I lavori saranno preceduti da una manifestazione pacifica , musicale ed artistica, dei lavoratori in piazzetta Mollino, a lato del Teatro Regio.
Il Comitato dello Sciopero della Fame del Teatro Regio di Torino
Il Movimento Spontaneo dei Dipendenti delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche Italiane
laterradeicachi@gmail.com
Roma,2 febbraio 2006
Alle Segreterie Regionali e Territoriali SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL FIALS CISAL
Cari compagni e amici,perno della discussione del coordinamento unitario del comparto musica del 30 gennaio u.s., è stata la profonda crisi che investe la produzione culturale e lo spettacolo nel suo insieme e le iniziative che il sindacato intende mettere in campo coerentemente con le indicazione scaturite dal Coordinamento del 16 gennaio.La problematicità della situazione, indotta dai tagli indiscriminati ai finanziamenti e dal proliferare di quelle che potremmo definire vere e proprie incursioni parlamentari sul mondo della musica, si manifesta, nel settore, con caratteristiche del tutto peculiari: tagli alle produzioni, riduzione degli organici, incertezza sulle retribuzioni, riduzione delle stagioni concertistiche delle ICO, messa in discussione delle garanzie contrattuali, interferenza legislativa sulle competenze negoziali, disinvolte iniziative di natura previdenziale, che mascherate da provvedimenti a favore dei tersicorei, mirano di fatto all’eliminazione dei corpi di ballo.Una situazione di difficile governo che, negli altri settori, la cui occupazione è prevalentemente di natura intermittente, si sta già traducendo, drammaticamente, in disoccupazione.Il coordinamento, pur consapevole della difficoltà derivante dalla fase di fine legislatura, dai danni prodotti dall’attuale finanziaria, nel rivendicare un riposizionamento del FUS ai livelli del 2001 e una revisione totale delle politiche di contribuzione pubblica ai vari livelli, chiede un immediato intervento di finanziamento straordinario a sostegno e per la sopravvivenza dell’intero Settore e l’apertura di un urgente tavolo di confronto presso la Presidenza del Consiglio.Le ricorrenti voci riguardanti la proclamazione dello stato di crisi del settore, indotta dalla riduzione delle pubbliche risorse, ci vede fortemente scettici, poiché, condividerne le motivazioni equivarrebbe a riconoscere, implicitamente, la giustezza del parallelismo tra tagli e stato di crisi.Diverso il ragionamento riguardante l’adozione di provvedimenti tesi alla tutela del settore e di chi vi lavora, se accompagnati da investimenti per la tenuta e lo sviluppo del comparto.Una fase, questa, di assoluta emergenza che necessita come non mai di grande determinazione ma di altrettanto equilibrio rifuggendo da tentazioni semplicistiche quanto improduttive.Il percorso di mobilitazione, che dovrà realizzarsi attraverso presidi aziendali dal forte contenuto simbolico o da iniziative territoriali da effettuarsi dal 14 febbraio in poi, e che culminerà nella grande manifestazione pubblica del 20 febbraio a Torino (alla quale abbiamo invitato i rappresentanti culturali delle forze politiche di maggioranza e opposizione), dovrà essere affiancato dall’attivazione di tavoli di concertazione sul territorio tra le parti sociali e le istituzioni locali.Appare del tutto evidente che la riuscita della manifestazione a sostegno delle nostre rivendicazioni dipenda dalla capacità di mobilitazione dell’intero settore.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
COMUNICATO STAMPA Le dichiarazioni rilasciate sui quotidiani dal sovrintendente Prof. Lanza Tomasi e dal Prof. Fulvio Tessitore impongono che le Organizzazioni sindacali di categoria CGIL CISL E UIL rispondano su alcuni punti,meritevoli di precisazioni.Prima,però,di entrare nel merito,ci preme sottolineare per evitare strumentali interpretazioni,che l’obiettivo che si pone il Sindacato non è quello di alimentare polemiche,in un momento così difficile in cui versa il Teatro,ma ha il dovere etico di difendere e salvaguardare il patrimonio artistico e culturale della Fondazione e di conseguenza tutti i suoi dipendenti,i quali non possono pagare per errori commessi da altri.Fatta questa doverosa premessa si rispedisce al mittente l’affermazione del Prof. Tessitore;in particolare ,dove dichiara che nel Teatro di San Carlo non solo non ci sono sprechi,ma addirittura sostiene che chi dice il contrario mente.Il riferimento ,è evidente,è indirizzato al Sindacato.Infatti è da tempo e in più occasioni che le Organizzazioni sindacali denunciano sprechi(evitabilissimi) che la gestione del Teatro continua a mantenere,indipendentemente dalla crisi,dovuta ai tagli al Fus e non solo,utilizzando politiche e logiche del passato.Quello che emerge dalle dichiarazioni di Lanza Tomasi e Tessitore è solo una comprensibile difesa del proprio operato.Dalle loro interviste ci sarebbe piaciuto sapere,per esempio,l’incidenza dell’80% del costo del lavoro come viene calcolato.E’ forse comprensivo dei numerosi contratti professionali,spese di mantenimento di alcuni dirigenti?E non è forse vero che si ricorre continuamente ad appalti esterni,quando potrebbero essere utilizzate risorse interne?E sulle scenografie non è altrettanto vero che esiste un patrimonio enorme di allestimenti fatti giacere nei depositi e mai più utilizzati,ricorrendo continuamente al nuovo?Si potrebbe continuare ,ma la nostra risposta è sì una denuncia ma allo stesso tempo un appello rivolto al Governo,agli Enti locali e ai Privati,che devono continuare a finanziare la fondazione,ma allo stesso tempo pretendere gestioni più accorte e soprattutto rispondenti alla realtà del momento.Il Prof. Tessitore più di chiunque altro dovrebbe conoscere i fatti,essendo lui impegnato nel Teatro da molti anni,e la crisi economica parte da lontano,ed è qui che Lanza Tomasi dice il giusto.Per concludere,nel confermare l’esigenza di un incontro urgente sui temi sollevati,già formalizzata con richiesta del 31 gennaio c.a.,il Sindacato continuerà a denunciare politiche gestionali non finalizzate a restituire immagine al Teatro di San Carlo,e tranquillità a tutti coloro che vi lavorano.
Napoli,li 1/2/2006 LE SEGRETERIE REGIONALI SLC CGIL-FISTEL CISL-UILCOM UIL-FIALS CISAL
COMUNICATO STAMPA Firenze 24 gennaio 2006
Al quotidiano
L’Unità
La Nazione
La Repubblica
Corriere di Firenze
Corriere della Sera
Apprendiamo dagli organi di stampa che sarebbero operativi tagli alle retribuzioni dei lavoratori del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Nel merito della questione, il Comitato degli Iscritti CGIL del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, afferma di non essere a conoscenza di accordi sindacali sottoscritti in tal senso e ribadisce la posizione espressa dai lavoratori nell’ultima assemblea generale e, successivamente, dallo stesso Segretario SLC, ove si sottolinea la totale indisponibilità ad indiscriminate riduzioni salariali.
Al contrario i lavoratori del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino attendono ancora oggi dal Commissario Nastasi precise risposte alle richieste a lui formulate dalla propria organizzazione sindacale ed in particolare circa:
- l’attivazione dei prospettati incentivi al pensionamento
- l’avvio di una seria riflessione sull’assetto dirigenziale del Teatro Maggio Musicale Fiorentino,
- la destinazione, la gestione e il controllo sull’eventuale contributo dei lavoratori alla copertura di un deficit di cui non si ritengono minimamente responsabili
Il Comitato degli Iscritti CGIL del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Le Segreterie Provinciali SLC-CGIL, FISTel-CILS, UILCOM-UIL di Bologna respingono con fermezza gli attacchi apparsi sulla stampa e la campagna promossa dalla Direzione del Ministero e da alcuni Sovrintendenti tendente a scaricare sulle lavoratrici e i lavoratori del Teatro i costi e le responsabilità di una gestione rovinosa dello spettacolo in generale e delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche in particolare.Articoli come quello di Sandro Cappelletto, apparso su La Stampa del 17 gennaio, stranamente coincidente con le posizioni espresse dal direttore-amministratore-commissario Nastasi e da svariati Sovrintendenti e che utilizza, generalizzando, dati economici e di orari non corrispondenti alla realtà e già oggetto di smentita, hanno l'unico scopo di nascondere le responsabilità, in primo luogo del Governo e del Ministero che con i continui tagli hanno reso sempre più problematica una sana gestione dei Teatri e, dall'altro dei sovrintendenti e dei CDA che hanno continuato a gestire danaro pubblico nella peggior logica dei boiardi di stato, pur a fronte della massima disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro ad un utilizzo pieno ed ottimale delle risorse nel rispetto e nello sviluppo di tutte le professionalità esistenti.
Come definito dall’attivo unitario dello spettacolo tenutosi a Roma lo scorso 16 gennaio, vi formuliamo qui di seguito il programma di iniziative che le Federazioni Unitarie, a tutti i livelli, terranno nelle prossime settimane:
A. Audizione gruppi parlamentari del Senato della Repubblica
B. Coordinamento Nazionale dei lavoratori del settore Musica, Lunedì 30 gennaio, ore
C. Coordinamento Nazionale dei lavoratori del settore Teatrale, Giovedì 2 febbraio, ore
D. Coordinamento lavoratori del settore cine –audiovisivo,Martedì 14 Febbraio, ore
E. Manifestazione Nazionale dello Spettacolo, 20 febbraio, ore 11,30 – Torino presso il Teatro Regio in Piazza Castello, 215 dalle ore 13,00 alle ore 15.00
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL FIALS CISAL
Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero generale per la Prima di Attila (13 gennaio). A rischio sono le retribuzioni dei circa 400 dipendenti del Teatro di San Carlo che dovrebbero essere i soli a pagare per le "difficoltà" gestionali , i tagli al Fus, l'incapacità del governo di tracciare le linee per una seria riforma del settore.
Le scelte della Direzione relative alla imminente trasferta di Pechino sono una chiara manifestazione del tentativo ormai palese di abolire i diritti e le tutele dei lavoratori dello spettacolo.La tournèe che doveva impegnare inizialmente i professori d'orchestra del Teatro di San Carlo era stata abolita perchè ritenuta troppo onerosa per l'azienda . A pochi giorni dalla partenza si è venuti a conoscenza del fatto che il Teatro di San Carlo avrebbe comunque curato le scritture artistiche di cantanti e direttore d'orchestra e che era stata contattata la Nuova orchestra Scarlatti per l'esecuzione dei concerti !!! Dobbiamo dedurre che il problema era il solo costo del personale dipendente, e i cachet degli artisti allora?
Ci piacerebbe molto avere la vostra opinione in merito ...
ALLE STRUTTURE TERRITORIALI SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL FIALS CISAL
Il fine anno e l’inizio del corrente ci evidenziano un ostinato e caparbio lavorio dei soliti noti Parlamentari della maggioranza governativa , che hanno riproposto gli emendamenti alla legge 43 del 31 marzo 2005 (Asciutti Ter) e alla 367 del 29 giugno 1996, già in buona parte respinti dalla Commissione bilancio-tesoro e programmazione della Camera in occasione della recente Finanziaria,intervenendo, anche, in modo approssimato, sulla riduzione dell’età pensionabile dei tersicorei e ballerini dipendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.Con un nostro giudizio pesantemente negativo nella Finanziaria è stato assunto sia il blocco delle assunzioni per il 2006-2007 che, per il medesimo periodo,l’innalzamento al 20% delle assunzioni a tempo determinato; Ora vengono riproposti i precedenti emendamenti in materia di contratti integrativi aziendali peggiorativi, del tutto incostituzionali e profondamente lesivi delle prerogative negoziali delle parti per l’intero Settore Musica che occorre contrastare con la massima determinazione, con la mobilitazione e la lotta dell’intero comparto,coinvolgendo a tutti i livelli i parlamentari delle forze politiche di maggioranza e di opposizione, così come definito nel Comunicato Nazionale del 7 dicembre 2005,pochè gli emendamenti proposti siano abrogati.Un ulteriore emendamento si pone l’obiettivo di fissare, per gli uomini e le donne, tersicorei e ballerini dipendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche l’età pensionabile al raggiungimento del quarantaduesimo anno di età.La disordinata frenesia della risoluzione del problema dei tersicorei e dei ballerini ha visto provvedimenti legislativi, negli ultimi due anni, che hanno variato l’età anagrafica dai 65-60 anni ai 42 anni attualmente proposti…., senza nei fatti ragionare su una soluzione equilibrata tesa a dare garanzie per una pensione decorosa a una professione ,straordinariamente importante,ma fisicamente usurante .Al riguardo ribadiamo che :-Occorre determinare una età pensionabile per le figure artistiche della Danza necessariamente inferiore a quella normalmente prevista per la maggior parte dei lavoratori; prevedere, su base volontaria, il diritto del lavoratore di posticipare l’accesso al pensionamento,pertanto,il raggiungimento del requisito dell’età non dovrà costituire ne giusta causa per l’interruzione del rapporto di lavoro ne impedimento per l’attivazione di nuovi rapporti di lavoro;determinare, in carenza dell’attivazione del Fondo Previdenziale Integrativo (elemento estremamente importante vista le tipicità professionali del Settore) la cui non attuazione è da imputarsi esclusivamente alla non ottemperanza del Contratto Nazionale da parte dell’ Associazione Datoriale, la modalità di calcolo retributivo per una fascia anagrafica di danzatori più ampia da quella prevista dalla L335 e
Cordialità p. LE SEGRETERIE NAZIONALI S.Conti S.Meomartini S.Corsi E.Sciarra
FONDAZIONI LIRICHE: A GENNAIO INIZIATIVA DI PROTESTA
La quota del Fondo unico dello Spettacolo per la lirica crolla a meno di 180 milioni di euro. Vergnano (Anfols): politica mirata a distruggere il sistema culturale. Non faremo noi il lavoro sporco
A gennaio i teatri lirici italiani organizzeranno una forte iniziativa di protesta nazionale che vedrà coinvolti anche i sindaci delle città sedi dei teatri.
Lo ha annunciato Walter Vergnano, sovrintendente del Regio di Torino e presidente dell’Anfols, l’associazione delle Fondazioni lirico sinfoniche aderente all’Agis, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi al Teatro dell’Opera di Roma, per protestare contro i pesanti tagli al Fondo unico dello Spettacolo (Fus). All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Carla Fracci, il presidente dell’Agis, Alberto Francesconi, e i sovrintendenti Francesco Ernani (Opera di Roma), Bruno Cagli (Santa Cecilia), Gennaro Di Benedetto (Carlo Felice di Genova), Armando Zimolo (Verdi di Trieste).
Le fondazioni liriche italiane hanno presentato una serie di dati dai quali risulta che nel triennio 2002 - 2004 gli spettatori sono cresciuti da 2 milioni e mezzo a oltre 2 milioni e settecentomila, gli abbonati da 58 mila a 66 mila, le recite da 1.400 a quasi 1.500. Cresciuti anche l’apporto dei privati, da 38 milioni a quasi 43 milioni e le entrate proprie, da 115 milioni a 124. E’ crollato, invece, il contributo dello Stato, dai 242 milioni del 2003 a meno di 180 nel 2006.
"Un crollo verticale – lo definisce Vergnano – dovuto ad una non politica o, piuttosto, ad una politica mirata a distruggere il sistema culturale italiano". Il presidente dell’Anfols giudica "gravissimo" che non sia stato rispettato il patto che il ministro Urbani sottoscrisse a dicembre dell’anno scorso con le Fondazioni, con i sindaci delle città sedi dei teatri e con i sindacati, in base al quale il Fus sarebbe stato riportato ai 500 milioni del 2003, e tutte le parti interessate sarebbero state coinvolte in una riforma del settore che avrebbe potuto produrre economie "senza, peraltro, mettere in discussione la qualità dell’offerta e la stabilità dei dipendenti, che non sono né troppi né troppo pagati".
"Non accettiamo elemosine - aggiunge il presidente dell’Anfols - e non accettiamo un sistema che vede l’Italia agli ultimi posti in Europa per investimento culturale, ridotto allo 0,17% del bilancio dello Stato. Non accettiamo, soprattutto, di diventare i liquidatori fallimentari dei teatri, né di ridurre l’attività e il personale. E non vogliamo fare il lavoro sporco, presentando falsi bilanci in pareggio. Il ministero si assuma le sue responsabilità e commissari i teatri".
Per il sovrintendente dell’Opera di Roma, Francesco Ernani, "i teatri sono un servizio sociale e in quanto tali non possono essere abbandonati. La crisi attuale non ha uguali e l’Italia è arrivata a un degrado culturale che la pone ai margini dell’Europa, dove i teatri hanno avuto spesso costanti e legittimi incrementi delle risorse pubbliche".
comunicato Agis del 23/12/2005
Roma, 20 dic. 05
ALLE STRUTTURE TERRITORIALI SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL FIALS CISAL
La legge di Bilancio 2006 conferma la devastante decurtazione del Fondo Unico dello Spettacolo di ben oltre 80 milioni di Euro, che aggiunta a quella operata a livello decentrato dalle Regioni e Enti locali (conseguente al blocco dei trasferimenti di loro competenza) si tradurranno in pesanti tagli alla produzione, alla programmazione e all’occupazione.Riteniamo che il Ministro Bottiglione, titolare del Dicastero, a fronte della grave situazione venutasi a creare, che mina alla radice l’esistenza di tutto il Settore dello Spettacolo, e alle ripetute assicurazioni circa il reintegro delle risorse, dovrebbe, per coerenza, trarne le dovute conseguenze dimettendosi .Crediamo sia urgente e improcrastinabile che questo Esecutivo e il Governo che sortirà nella prossima legislatura ripristini integralmente entro il prossimo anno le risorse del Fondo Unico dello Spettacolo pari a quelle destinate nel 2001 (520 milioni di Euro) e che celermente sia licenziata la legge di sistema dello Spettacolo dal Vivo.La legge settoriale deve contenere la riforma sulle risorse pubbliche destinate allo Spettacolo complessivamente intese, che ne determini parametri rivalutativi e certezze nell’erogazione; e una compiuta ridefinizione delle incentivazioni fiscali per chi investe nella produzione culturale.Ricusiamo decisamente qualsiasi scorciatoia rispetto alla risoluzione dei gravi problemi del Settore che identifichino nei tagli alla produzione, alla programmazione e all’occupazione un “galleggiamento” possibile e indichiamo nello sviluppo, negli investimenti e nell’occupazione i soli elementi per una ripresa certa e una stabilità del Settore.Pertanto, per approfondire temi sopra evidenziati e decidere le iniziative da intraprendere per gli obiettivi che ci proponiamo, siamo a convocare il Coordinamento Nazionale del Settore dello Spettacolo ( Musica, Prosa, Cinema) per il giorno 12 gennaio 2006 alle ore 11.00 presso la sede SLC CGIL di Via Ofanto, 18 a Roma.SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL FIALS CISAL
SLC CGIL -FISTEL CISL-UILCOM UIL-FIALS CISAL COMUNICATO
Presso la V^ Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera, alcuni Parlamentari di Forza Italia hanno presentato un emendamento alla Finanziaria contenente modifiche alla legge 43 del 31 marzo 2005 e alla 367 del 29 giugno 1996.L’iniziativa legislativa, si pone la finalità di riproporre, in materia di Fondazioni Lirico Sinfoniche, una serie di vincoli e ingerenze fortemente lesive delle prerogative e autonomie negoziali.
Obiettivo tanto inaccettabile nella forma quanto nella sostanza, da essere stato, dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori tutti, contestato e respinto, già in occasione della prima stesura della Asciutti Ter.
In particolare l’emendamento ripropone:
- il blocco del turn over fino al 2007;
- l’innalzamento della percentuale dei lavoratori a termine dal 15 al 20%;
- la cessazione con effetto immediato, dal 1° Gennaio 2006, delle clausole e degli istituti, della contrattazione integrativa aziendale, non conformi alle materie e ai limiti stabiliti dal CCNL.
Inoltre:
- attribuisce ai Sovrintendenti la potestà di disdettare unilateralmente , anche laddove non ricorrano le condizioni di cui sopra, accordi stipulati a livello aziendale, se dagli stessi considerati particolarmente onerosi.
-prevede l’estensione, alle ICO e ai Teatri di Tradizione, delle normative previste dalla Asciutti Ter.
Se tale emendamento fosse stato presentato in un diverso momento avrebbe assunto i caratteri dell’estemporaneità, ma collocato in questo particolare contesto, rivela obiettivi che sarebbe errato sottovalutare.
Appare del tutto evidente la volontà di sottrarre materie che non possono non trovare la loro naturale soluzione se non nell’ambito di un corretto negoziato tra le parti sociali.
Ancor prima del merito del provvedimento ,che causerebbe, se recepito, un taglio drastico all’occupazione e alle retribuzioni in essere, respingiamo il metodo che si configura con tutte le caratteristiche di un intervento dirigista nelle autonomie contrattuali e relazioni sindacali, che rappresentano, nel nostro Paese, altrettanti pilastri su cui si basa il complesso equilibrio democratico.
Le obiettive difficoltà del settore che avrebbe bisogno, in nome della salvaguardia e del futuro della Lirica Italiana, di interventi strutturali, complessivi e fin dove possibile, condivisi, a cominciare proprio dal ripristino delle risorse sottratte al FUS, non troveranno certo soluzione attraverso l’adozione di provvedimenti impropri, disorganici e unidirezionali, che finiranno con il determinare, inevitabilmente, situazioni di assoluta ingovernabilità.
Le Organizzazioni Sindacali, al fine di contrastare con determinazione, tutte le iniziative legislative e politiche che si stanno concentrando, come non mai in passato, sul mondo dello spettacolo e in particolare, sulla Musica, quasi rispondessero ad una unica regia complessiva, ribadiscono lo stato di massima mobilitazione del settore proclamando un pacchetto di 16 ore di sciopero da effettuarsi nell’arco dell’iter di approvazione della legge finanziaria, da definirsi, in sede locale, unitamente a forti iniziative di alto impatto simbolico.
Al fine di fare il punto della situazione, le Segreterie prevedono la convocazione di un coordinamento di settore la cui data verrà comunicata quanto prima.
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FIALS-CISAL
S. Conti S. Meomartini S. Corsi E. Sciarra
Roma, 7 dicembre 2005
SEGRETERIE REGIONALI CAMPANIA SLC CGIL-FISTEL CISL-UILCOM UIL
Al Presidente del CDA del Teatro di San Carlo On. Rosa Russo Iervolino
Al Presidente della Regione Campania On. Antonio Sassolino
Al Presidente della Provincia di Napoli Dott. Dino Di Palma
E p.c. alla RSU e ai lavoratori del Teatro di San Carlo
In data 16/11/2005 presso la CGIL di Napoli,si è svolto l’attivo unitario CGIL,CISL e UIL Napoli presieduto da Anna Rea,segr. gen.Uil Campania, Giuseppe Gargiulo,segr. gen. CISL Napoli e Peppe Enrico,segr. gen CGIL Napoli,con la partecipazione delle Segreterie Nazionali di CGIL, CISL e UIL rappresentate unitariamente da Marigia Maulucci della segr. nazionale CGIL.
Nell’incontro, a seguito dell’intervento unitario delle segreterie SLC,FISTEL e UILCOM, è stato presentato all’ordine del giorno il totale sostegno alle iniziative di lotta dei lavoratori del Teatro di San Carlo.
Infatti nello stesso si è condivisa l’esigenza di sostenere e diffondere la significativa iniziativa di “Sciopero della fame” intrapresa dai lavoratori del San Carlo contro i tagli al Fus,impegnando le confederazioni ad interventi verso le Istituzioni a sostegno di questa meritoria iniziativa di lotta.
Forti del conforto confederale SLC CGIL,FISTEL CISL e UILCOM UIL invitano le Istituzioni in indirizzo a sostenere l’iniziativa messa in atto,appoggiandola con la partecipazione a sostegno della manifestazione “Sciopero della fame”.
Napoli,li 16 novembre
Per tutte le rappresentazioni di Tosca è stato letto al pubblico un comunicato con tutte le maestranze schierate in palcoscenico...
Comunicato del 25 0ttobre 2005
La RSU aziendale e le Organizzazioni sindacali territoriali sentono il dovere di informare il pubblico sulla gravissima situazione che sta attraversando il mondo dello spettacolo e della cultura in generale, in Italia.La finanziaria 2006 prevede un taglio del 40% di tutte le risorse pubbliche destinate allo spettacolo.Le scelte incomprensibili di questo governo potrebbero spazzare via come uno tsunami il mondo del melodramma.Verrebbe messa così in discussione la sopravvivenza del Teatro di San Carlo,da sempre simbolo della tradizione artistica e culturale della città di Napoli. Prendendo forza dalle recenti dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica,Carlo Azeglio Ciampi,sul rispetto che il mondo dello spettacolo meriterebbe dalle istituzioni,chiediamo a tutti attenzione e sensibilità.Il nostro appello è rivolto soprattutto al Sindaco,On. Rosa Russo Iervolino,presidente della nostra fondazione,perché si rafforzi l’impegno delle istituzioni locali per il nostro teatro.Primo atto della battaglia contro la “cultura dell’ignoranza” è stata la manifestazione nazionale di Roma del 14 ottobre.Un’iniziativa straordinaria che ha visto scendere in piazza autorevolissime personalità del mondo della cultura e dello spettacolo,tra le quali citiamo solo Roberto Benigni,Luigi De Laurentis,Massimo Ghini,Carla Fracci,Leo Gullotta,Nanni Moretti e tanti altri.Per tutte le recite di Tosca saranno proiettate nel foyer le immagini più significative della manifestazione.Informiamo inoltre il gentile pubblico che i cambi di scena tra il secondo e il terzo atto saranno effettuati “simbolicamente” a sipario aperto.Contro una campagna diffamatoria che vuole far apparire il mondo dello spettacolo come quello di una categoria di privilegiati,vogliamo mostrare a tutti il lavoro, spesso nascosto, dei tecnici e dei lavoratori che insieme alle masse artistiche hanno consentito la storia del Teatro di San Carlo.
Fiduciosi nella vostra solidarietà,vi ringraziamo e vi auguriamo un buon ascolto…
San Carlo, protesta alla prima: sipario alzato sui cambi di scena - 26/10/2005 Corriere del Mezzogiorno
Sette minuti di ritardo e inizio a sorpresa per la prima rappresentazione della «Tosca» di Puccini nell’edizione Fassini a firma di Joseph Franconi Lee, ieri in scena con successo al San Carlo direttamente con il turno B dopo l’annullamento della prima causato dallo sciopero nazionale contro i tagli al Fus previsti in Finanziaria. E’ infatti a bruciapelo e a sipario appena alzato sul primo atto che una corista del Teatro, in rappresentanza della Rsu aziendale e delle organizzazioni sindacali, affiancata dagli altri artisti in costume, ha letto a sorpresa dinanzi al pubblico un commosso appello con il quale, andando ad ingrossare il fiume delle proteste di questi giorni, si è voluto informare anche gli spettatori e chiedere «attenzione e sensibilità» ad enti locali e alla sindaca-presidente per le sorti della Fondazione lirico - sinfonica napoletana. Senza precedenti, quindi, la proiezione nel foyer delle scene della manifestazione del 14 per tutte le recite di «Tosca» e, soprattutto, la risoluzione dei cambi di scena a vista – dunque simbolicamente a sipario aperto - fra secondo e terzo atto dell’opera «per mostrare a tutti – ha spiegato la corista - il lavoro spesso nascosto dei nostri tecnici di palcoscenico e dei lavoratori che insieme alle masse artistiche hanno consentito la gloriosa storia del Teatro di San Carlo».
Paola De Simone